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Trasloco: costi, trend e nuove scelte abitative

Trasloco casa

I trend di chi sposta la propria abitazione indicano una maggiore scelta dei piani bassi, generalmente meno cari, ma anche un calo
di movimenti a lungo raggio. Per un bilocale spesa media di 640 euro.

ciao vecchio condominio, cambio e mi trasferisco in un nuovo appartamento». Ma il sogno di chi vuole cambiare casa, di solito per un alloggio migliore, si infrange su un ostacolo formato da scatole di cartone, mobili e suppellettili. Cioè il trasloco. Imballare e trasportare da un’abitazione all’altra i propri averi non è un’operazione semplice e, in ogni caso, risulta faticosa, anche se ci si rivolge ad aziende specializzate e non si pone limite alla spesa.

Ma, accanto alle difficoltà del trasloco, spesso il cambiamento segna anche la scelta di nuove collocazioni.

I dati

Così, almeno, indica l’Osservatorio Traslochi di ProntoPro.it, un servizio specializzato di servizi professionali che mette in contatto domanda e offerta. Come spesso avviene, anche il sito internet del marketplace utilizza solo i propri dati del traffico web per stilare classifiche ed elaborare trend.

In questo caso un report dell’Osservatorio ha individuato alcuni aspetti comuni nella scelta di chi cambia casa. Per esempio, secondo le richieste al sito, il 36% degli italiani che affronta un trasloco decide di trasferirsi al pian terreno, mentre solo il 25% lascia un’abitazione situata al piano più basso. Un dato abbastanza curioso, dato che di solito sono i piani alti quelli più appetibili.

Secondo l’indagine, la scelta sarebbe dovuta alla comodità: meno scale da affrontare, meno dipendenza dall’ascensore, più semplice accesso per chi ha esigenze di mobilità.

Ma, forse, semplicemente una opzione più economica, anche perché il piano terra è considerato quello meno sicuro. L’aspetto economico, inoltre, sembra però la spiegazione più congeniale, visto che gli appartamenti ai piani superiori, soprattutto nei contesti metropolitani, tendono a mantenere quotazioni più elevate grazie a fattori come maggiore luminosità, silenzio, sicurezza e la possibilità di godere di una vista privilegiata sulla città.

Entrate e uscite

Secondo l’Osservatorio Traslochi ProntoPro.it, inoltre, mentre i nuovi ingressi al piano strada superano del 10% le uscite, gli altri livelli perdono attrattiva.

La classifica delle preferenze vede il primo piano, tra le scelte più frequenti, scendere dal 28% de le partenze al 25% delle destinazioni. Il secondo piano cala dal 19% al 16%, mentre il terzo riduce le preferenze dal 13% al 10%.

Un altro trend individuato da ProntoPro.it riguarda il calo di traslochi da una città all’altra. Tra luglio 2024 e luglio 2025, il mercato del trasporto mobili in Italia ha indicato l’orientamento verso spostamenti a breve raggio. Le richieste all’interno della stessa città sono aumentate, seppur di poco, dal 40% (rispetto allo stesso periodo tra il 2023 e il 2024) al 44%. Il trend potrebbe riflettere l’ovvio desiderio di restare vicini alla propria abitazione originaria, spesso nello stesso quartiere, per non cambiare scuole, servizi, trasporti e punti di riferimento consolidati della routine familiare o personale.

Aumentano quindi anche i trasferimenti sotto i 50 chilometri, passati dal 23% al 25%. In questo caso, forse, il motivo riguarda la scelta di cercare un’abitazione non troppo lontana dalla città, ma a un costo minore: è uno degli effetti dell’aumento del prezzo degli immobili spostarsi verso le cittadine limitrofe o periferie urbane.

A breve raggio

I traslochi a lunga distanza risultano invece meno frequenti: le richieste oltre i 300 chilometri sono scese dal 19% al 16%, mentre quelle comprese tra i 100 e i 300 chilometri sono calate dall’8% al 7%. Ovviamente il costo del trasloco non è estraneo a questa decisione. Il sito cita l’esempio di un trasloco da Palermo a Torino (1.300 chilometri) costato oltre 1.800 euro.

Le regioni

Probabilmente è proprio il costo di un trasloco a scoraggiare molti. Secondo l’Osservatorio, per esempio, solo in tre regioni si registra un incremento significativo rispetto al 2024. Come spesso accade nelle classifiche stilate sulla base dei propri clienti, i dati non corrispondono a quelli ufficiali del mercato immobiliare, ma piuttosto all’utilizzo dei servizi erogati dalla società, in questo caso ProntoPro.it.

Si può spiegare così, per esempio, se al primo posto di chi trasloca di più si trova il Lazio, con un aumento inaspettato del 26%. La regione, con il 13% delle richieste totali nazionali, supera l’Emilia-Romagna, conquistando il secondo posto in classifica per numero complessivo di richieste. Curiosamente, Roma è anche una delle città in cui è più difficile trovare casa.

Positiva, sempre secondo i dati del sito, anche la performance del Veneto, che con il 7% delle richieste totali sale al sesto posto per traslochi: il dato riflette un incremento del 14% in 12 mesi.

Ma il numero maggiore di traslochi è individuato in Lombardia: il 25% sul totale nazionale e anche una delle poche regioni ad aver registrato una crescita rispetto all’anno precedente (+10%), segno della grande mobilità abitativa italiana.

Ma quanto mi costi?

Il costo del trasloco è uno dei fattori chiave. Ma quanto si spende cambiare casa? Ovviamente influiscono le distanze, le dimensioni dell’abitazione, il tipo di servizio richiesto, il piano in cui si trova l’appartamento, la presenza o meno di ascensori.

Secondo l’Osservatorio Traslochi di Pronto- Pro, spostarsi costa in media circa 694 euro. Un monolocale richiede, sempre in media, poco più di 490 (il 15% delle richieste), mentre per un bilocale la spesa sale a circa 640 euro (21%).

I trilocali rappresentano il 22% delle richieste e comportano un costo medio vicino ai 790 euro. Per abitazioni più ampie i prezzi crescono ulteriormente: oltre 870 euro per un quadrilocale (15%) e quasi 950 per case con
cinque o più stanze (12%).

Chi, invece, deve trasportare solo pochi oggetti (16%) se la cava invece con 430 euro.

Servizi aggiuntivi

Il trasloco puro e semplice, tra l’altro, non è l’unico costo da affrontare. Ci sono anche una serie di spese per servizi collaterali legati al cambio di abitazione. Tra questi, l’Osservatorio cita l’imbiancatura post-trasloco (15%), lo sgombero di appartamenti (11%), le pulizie post ristrutturazione (10%) e le pulizie complete dopo il trasloco (8%).

A circadue mesi dal trasloco, invece, chi ha cambiato casa si accorge che nel nuovo appartamento qualcosa non va. Sorge, quindi, l’esigenza di interventi più strutturali e sul miglioramento del comfort domestico, come l’installazione di condizionatori (9%), lavori idraulici (5%) e il rifacimento dell’impianto elettrico (4%), assieme imbiancatura (8,5%), e addirittura la ristrutturazione completa dell’abitazione (12%), senza dimenticare il montaggio di mobili Ikea (5%). Ma giunti alla fine arriva un sospiro di sollievo.

di Franco Saro

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Autore: Franco Saro

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