Property management per gli affitti brevi
Secondo Alcaeus, una neonata società italiana di property management, solo una casa su tre è gestita in maniera professionale. In altre parole, due case su tre restano fuori da modelli strutturati, spesso inutilizzate o gestite saltuariamente dai proprietari stessi. Oggi le nuove strette normative (Cin obbligatorio, aumento della cedolare secca al 26%, sanzioni che possono toccare gli 8 mila euro) hanno alzato il costo di un errore di gestione. Molti, quindi, tendono a lasciare l’immobile vuoto per paura di sanzioni o complicazioni burocratiche. E l’improvvisazione diventa paura. L’ansia da gestione e sanzioni. Con la burocrazia crescente, il proprietario percepisce l’affitto breve come un secondo lavoro ad alto rischio. La paura di incorrere in sanzioni per inadempimenti legislativi (come il Cin) spinge molti a lasciare la casa vuota piuttosto che rischiare. Inoltre, affidare le chiavi a estranei genera il dubbio sul mantenimento del bene. Senza un sistema professionale che presidia pulizie e manutenzioni a ogni cambio, il proprietario teme che il deterioramento dell’immobile sia più veloce del guadagno.
In questo contesto di incertezza e crescente difficoltà per i proprietari si inserisce Alcaeus, fondata da Gaia Troisi e Luigi Cucaro, due imprenditori di 27 anni, che ha sviluppato un metodo proprietario di standardizzazione per rispondere a questo cambio di fase, eliminando l’approssimazione che oggi il mercato non tollera più e allo stesso tempo aumentando la prevedibilità dei risultati per i proprietari. Con circa 300 strutture in tutta Italia e un network di oltre 50 property manager selezionati e formati internamente, il modello Alcaeus poggia su procedure operative condivise, formazione pratica sulle emergenze e una governance centralizzata che garantisce il controllo costante della qualità.



