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Grassi saturi da cucina: condominio fritto se l’olio va nei tubi

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I grassi saturi utilizzati per cucinare, se non conferiti in discarica, costituiscono un pericolo per l’ambiente. Ma anche per gli scarichi dell’edificio, che prima o poi saranno ostruiti dai residui.

Siamo esausti, sì, dopo un anno difficile e difficile da gestire. Esausti come gli oli di frittura, ma per questi ultimi dobbiamo fare una riflessione a parte, anche in relazione alle festività natalizie appena trascorse. E non mi sto riferendo a dieta e nutrizione, non è il mio campo: alludo all’olio che, dopo essere stato utilizzato in cucina, non deve mai finire negli scarichi. Certo, è più veloce, è semplice e «scivola via che è una bellezza».

Ma evidentemente non abbiamo idea dei danni che un gesto, apparentemente innocuo, in verità scellerato, può provocare all’ambiente, alle falde, alle acque grigie. Anche solo 1 chilo grammo di olio inquina un migliaio di metri quadrati di acque. Acque che sono falde acquifere, pozzi di irrigazione, fiumi o mari. Lo hanno dimostrato diversi studi.

Impianti

L’olio usato per cucinare va travasato in una bottiglia e portato in discarica

Masse cristallizzante

E se per i più attenti all’ambiente già solo questo dato basta per farci desistere alla tentazione di usare la strada più immediata rispetto alla raccolta differenziata, al conferimento in discarica o in appositi contenitori dislocati in tantissimi comuni italiani, in effetti non rispettare questa semplice regola può costare molto anche in termini economici.

Sì, perché quando guardiamo un fabbricato non ci soffermiamo a immaginare quanti impianti sono presenti. Ma l’edificio è pieno di «organi» e, come per un corpo umano, se lo vogliamo immaginare animato, il fabbricato ha arterie e vene che si ostruiscono con oli e grassi.

I grassi saturi nelle condutture generano ostruzioni e riversamenti. In realtà, anche quando diligentemente conferiamo gli oli in discarica, i grassi che sono ripuliti da piatti, pentole e posate nelle lavastoviglie, si legano ai saponi sgrassanti e al calcare, formando masse cristallizzate.

Quando le condutture sono ostruite si riduce lo spazio utile per far defluire le acque grigie e nere e i rigurgiti macchiano muri interni e facciate. Quando si intasano colonne di scarico nei bagni e nelle cucine, la soluzione purtroppo è quasi sempre quella di rompere e ripristinare, perché ripulire i tubi dall’interno, con la pressione di acqua canalizzata, non sempre è sufficiente e talvolta nemmeno consigliabile per la vetustà delle tubazioni che rischiano di sgretolarsi. E quando ci si trova a dover affrontare i costi di video ispezioni, interventi di pulizia, spurgo, rotture e ripristini il guaio è già fatto. A quel punto siamo già fritti.

Olio

Menefreghismo

Ma non solo. Talvolta, in un’ottica di deresponsabilizzazione, menefreghismo e ipocrisia, l’assemblea nell’esaminare le spese del rendiconto annuale, arriva ad accusare l’amministratore di fare spendere troppo i condòmini, quando sarebbe sufficiente un’educazione green e comprendere che il problema sta a monte, nel comportamento di ciascuno e nella corretta cultura dell’abitare.

I costi sono solo la conseguenza di una cattiva educazione che riguarda purtroppo una larga fetta di condòmini. Se volessi concludere con una morale, come per le fiabe di Esopo, sintetizzerei che occorrerebbero soltanto gesti responsabili.

Gesti come il conferimento degli oli che, di per sé e senza costi, può non solo ridurre l’impatto ambientale, ma allo stesso tempo, ridurre il rischio spese per ripristinare danni che avrebbero potuto essere evitati.

Anche questo significa distinguersi e valorizzare il ruolo socialmente utile dell’amministratore di condominio che, seppur esausto, sarà indispensabile per traghettare la società nella green economy attraverso lo sviluppo sostenibile.  di Veronica Urso

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Autore: Michael