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Pile: la corretta posa inizia dalla conoscenza

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Di 
Fabio-Montagnoli

Leggeri, rapidi da montare, convenienti, si adattano a qualsiasi geometria e, soprattutto, sono resistenti alle sollecitazioni esterne: è boom di tetti metallici? Secondo Fabio Montagnoli, presidente dei Pile (Produttori e Installatori di Lattoneria Edile), è proprio così: «Gli studi di progettazione ultimamente sono alla ricerca di novità, anche grazie ai produttori che stanno facendo un ottimo lavoro e spingono verso nuove tecnologie come l’aggraffatura, le scandole metalliche, le tegole metalliche. Non solo, ogni anno presentano nuovi colori, addirittura l’ampiezza dell’assortimento assomiglia alla gamma delle pitture da interni. Ma l’impulso maggiore viene dal tema della resistenza agli eventi atmosferici estremi che, chiaramente, è parecchio sentito. Tanto da rendere il tetto metallico una reale alternativa al laterizio laddove non ci siano vincoli paesaggistici».

Quali sono le tipologie più richieste?

Il pannello classico con finitura a cinque greche o coppo per i suoi prezzi più contenuti. Anche se l’aspetto economico non è così determinante a fronte dei vantaggi di durabilità. L’ostacolo principale è culturale: molti studi non hanno idea di che cosa offra il mercato. Manca la conoscenza di un prodotto che, una volta scoperto, è sempre più apprezzato.

Certo, non esiste ancora in Italia quella cultura che, invece, è profondamente radicata in Nord Europa, dove i tetti in metallo sono ovunque. Per contro, la categoria ha molta inventiva, oltre ai ferma neve abbiamo visto produrre dei ferma grandine: in pratica, patelline con una maglia più spessa, da mettere all’imbocco dei canali per impedire che il ghiaccio si depositi, in modo da evitare l’otturazione dei pluviali e le possibili conseguenti infiltrazioni.

La domanda di lattoneria per i tetti ha saturato la capacità operativa delle aziende. Qual è la situazione sul fronte dell’approvvigionamento dei materiali?

Nella nostra zona, nel Varesotto, a luglio abbiamo ricevuto in una settimana circa una cinquantina di chiamate al giorno per interventi immediati. Le aziende di lattonerie coperturiste sono di solito micro imprese, spesso già impegnate in lavori precedenti, e non potendo intervenire in breve tempo, hanno lasciato il campo a persone improvvisate per risolvere momentaneamente gravi problemi. Poi con che risultato è tutto da vedere.

Sul fronte dell’approvvigionamento sappiamo di produttori che per far fronte all’emergenza e aiutare i clienti storici hanno ricomprato la merce venduta nelle zone dove non c’era questa necessità. Abbiamo visto riempire bilici interi e a fronte di una crescita della domanda anche i prezzi sono aumentati. Attenzione, la domanda in crescita sarà un trend costante e i prezzi non diminuiranno.

Assieme alle coperture metalliche, si è registrato un boom degli isolanti?

Il boom è stato un effetto del superbonus, ma soprattutto del cambiamento climatico: estati caldissime e prolungate hanno spinto le persone a
coibentare le abitazioni per ridurre i consumi energetici di raffrescamento.

Per il lattoniere c’è quindi necessità di una maggiore specializzazione?

Come associazione avevamo pubblicato un volume, ormai esaurito, con le voci di capitolato e i sistemi di progettazione delle coperture, che abbiamo deciso di rieditare con le opportune revisioni.

E stiamo spingendo per la formazione in modo che i clienti sappiano come scegliere l’operatore che possa garantire il lavoro. A luglio scorso abbiamo visto scene apocalittiche anche perché i pannelli erano inchiodati e non avvitati con le viti speciali per la resistenza allo strappo del vento.

Sono convinto l’espansione del mercato passa anche dalla fiducia: se diamo al committente la possibilità di scegliere l’operatore capace di fare quel lavoro, ne beneficia l’intera filiera.

Facciamo un esempio pratico di una possibile copertura di una villetta.

Ci possono diverse possibilità. La prima è quella del pannello isolato, che si fissa all’orditura: i tempi di esecuzione sono veloci. Certo, c’è la lattoneria da mettere intorno, ma questo accade anche con le tegole classiche.

In alternativa, c’è la tecnica dell’aggraffatura a scandalo o tegole metalliche, sistema meno rapido e più nobile come lavoro di copertura: i tempi di posa raddoppiano e i costi crescono. Ma a questo punto è un problema anche di committenza, nel senso che il cliente pensa di risparmiare il prezzo: non legge attentamente i preventivi e guarda solo la cifra finale.

Magari si sceglie l’impresa che costa il 30% in meno per andare a spendere molto di più se succede qualcosa. Non a caso le aziende serie ormai sono sature di commesse fino alla fine dell’anno. La richiesta è costante, un dato confortante per il nostro settore e le previsioni per il 2024 sono positive.

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Autore: Michael