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Zanutta: c’è più metallo ma meno manodopera

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Garanzia e durevolezza vincono sull’estetica: chi deve fare un nuovo tetto o sostituire una copertura a volte si orienta verso scelte diverse dal sistema classico.

Anche un big della distribuzione come Vincenzo Zanutta, dell’omonimo gruppo friulano presente in tutto il Nord Italia, conferma questo trend: «Il cemento e la lamiera stanno erodendo una quota di mercato dei laterizi, specialmente per chi ha avuto dei danni dai recenti eventi catastrofici. Ma, oggettivamente, si è trattato di fenomeni che avrebbero ammaccato qualsiasi tipo di materiale.

Non solo: i tetti in coppo distrutti dalle grandinate erano stati costruiti da più di 30 anni, quindi hanno fatto il loro lavoro. Il concetto di casa per la vita sta, molto lentamente, cambiando: la durabilità non è più eterna, la casa è un bene che si consuma e anche le assicurazioni stanno applicando questo tipo di valutazione nelle loro polizze in previsione di una clima poco rassicurante».

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Vincenzo Zanutta di Zanutta

Come incide questo atteggiamento nei consumi e negli operatori?

La ricerca è come sempre sul miglior rapporto costo-qualità, e deve essere allineato a spese sostenibili per il committente. Tra spendere 100 o 30, il cliente nella maggior parte dei casi sceglie la seconda opzione, anche se la prima ha una garanzia di maggiore durabilità.

Quali sono le innovazioni tecnologiche per le coperture che vende in rivendita?

Il fotovoltaico ha dato un’accelerazione nella sistemazione o sostituzione dei materiali che erano presenti sulle coperture. Per esempio, per favorire la calpestabilità per la manutenzione.

Poi, i tetti in lamiera, anche continua per eliminare l’acqua degli impianti. Anche il finto coppo, senza però raggiungere un’estetica convincente. Insomma, l’innovazione è contenuta, è semmai il sistema nel suo complesso la novità.

Avete avuto problemi di forniture? Come incide il clima sulla logistica e sulla produzione?

Qualche difficoltà nelle forniture c’è stata con le referenze speciali, perché la produzione di solito è programmata a sei settimane e non potendo avere a magazzino un assortimento infinto è chiaro che dipendiamo dalle aziende fornitrici, mentre con i prodotti standard la scorta a magazzino c’è.

Il problema è un altro: in alcune zone i metri quadri da riposare sono talmente tanti che le maestranze non si trovano. Nel mondo edile il vero problema è la mancanza di manodopera. Secondo me ci vorranno due anni per rimettere a posto i danni, di prodotti ne avremo in abbondanza, ma non chi li posa. L’avvocato andrà a lavorare a 30 euro l’ora, mentre il muratore ne chiederà 80 per rifare un marciapiede.

La rivendita ha un ruolo fondamentale nel promuovere la cultura del costruire. Dai progettisti alle imprese, dai posatori ai clienti finali, il gruppo Zanutta come vede quest’attività?

Assolutamente indispensabile, perché la manodopera di una volta non esiste più e chi lavora oggi nelle imprese spesso non conosce i prodotti, non sa come usarli e rischia di posarli male. Fino agli anni Settanta c’è stata la necessità di dare una casa agli italiani e si costruiva in maniera piuttosto basica.

Poi, si è passati alla ricerca della qualità: è diventato un dogma che ha portato notevoli risultati in termini di confort abitativo e sicurezza dell’edificio grazie a prodotti con maggiori performance ma più complessi d’opera non specializzata.

L’importante è organizzare incontri veloci dopo il lavoro, su temi e referenze precise per invogliare le persone a partecipare senza perdere ore di lavoro e senza affaticarsi troppo dopo una giornata in cantiere. E, comunque, chi non vuole partecipare sa che nei punti vendita trovano i nostri dipendenti che possono fornire tutte le informazioni utili, la nostra ragione sociale è quella di informare e formare.

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Autore: Michael