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Bmi Wierer: sistema tetto a prova di effetto island

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Silvia-Sartor

«Il sistema tetto che prevede tutto»: un claim coraggioso anche per un gruppo dalla dimensione internazionale come Bmi Wierer, che afferma di aver previsto, appunto, un sistema di copertura capace di affrontare ogni situazione climatica. «L’ambizione è quella di fornire un pacchetto che, installazione a parte, possa essere considerato chiavi in mano e possa garantire una determinata tenuta anche in presenza di eventi come quelli della scorsa estate.

Abbiamo in produzione una serie di tegole in cemento che hanno una resistenza meccanica superiore rispetto alla media, dimostrata da numerosi test e siamo in fase di ottenimento di ulteriori certificazioni», spiega Silvia Sartor, direttore Marketing Italia, Adriatics e Bulgaria del Gruppo Bmi Wierer.

Quindi, per Bmi gli effetti del cambiamento climatico nelle tecniche costruttive sono un dato di fatto. Può farmi un esempio della tecnologia usata per contrastare eventuali rischi?

Silvia-Sartor

Silvia Sartor, direttore Marketing Italia del Gruppo Bmi Wierer

In azienda si esegue un’analisi costante della corretta granulometria della sabbia che compone la tegola, per assicurare le migliori proprietà meccaniche di tenuta e resistenza.

Quest’estate, in occasione degli eventi estremi, abbiamo avuto modo di rilevare un numero di rotture significativamente inferiore alla media. Inoltre, la tegola in sé, per sua natura, quando viene sollecitata dal vento, tende semplicemente a rovesciarsi sul tetto stesso, permettendo il deflusso dell’aria sottostante.

Ma quanto conta la tecnica di posa? O c’è una tecnologia specifica che fa la differenza?

Siamo in attesa della conferma di brevetti, ma non posso anticipare nulla delle novità che porteremo sul mercato. Una caratteristica delle tegole in cemento è che, indipendentemente dalla posa utilizzata (listello, a secco, sagomato, …) la resistenza non cambia.

Il meteo estremo cambia la domanda?

La domanda chiaramente è esplosa nelle regioni colpite. Di conseguenza, c’è stata una mobilitazione di fronte a queste richieste, soprattutto perché venivamo da mesi di contrazione molto forte, dovuta all’incertezza legata agli incentivi statali e al blocco del mercato immobiliare.

Dall’oggi al domani abbiamo portato le fabbriche quasi alla capacità produttiva massima. Avere sei stabilimenti dislocati in tutta Italia ci permette di gestire sia le specificità regionali che garantire la disponibilità di prodotti in prossimità dei cantieri.

Quali consigli per i rivenditori?

La rivendita ha un importante ruolo educativo nei confronti degli operatori che incontra a valle. Senza inficiare le dinamiche commerciali, esercitare questo ruolo divulgativo per il miglioramento del modo di edificare è essenziale.

Magari può sembrare oneroso in una fase iniziale, però poi porta sicuramente a una fidelizzazione del cliente, a una sicurezza nel lavoro e in definitiva concorre ad alzare il livello di qualità del modo di vivere, di abitare, di costruire. E i benefici dai rivenditori si riverberano su tutta la filiera delle costruzioni.

Intanto, siete molto attivi nella formazione e avete istituito i Bmi Talks di approfondimento e la Bmi Academy che già da anni opera nella formazione. Perché?

Oltre ai Bmi Talks, abbiamo la Bmi Academy che già da anni opera nella formazione, con risultati notevoli. Il concetto di base è porre l’attenzione sulla soluzione completa Bmi Wierer e non limitarsi alla tegola, ma proporre anche la membrana, l’isolante, il pannello fotovoltaico, la linea vita.

In pratica, andare oltre la singola referenza e rendere un servizio utile consente non solo di avere un’opportunità di incrementare la battuta di cassa conclusiva, ma di creare delle meccaniche di fidelizzazione e di qualità dei prodotti venduti. I nostri prodotti hanno le caratteristiche di performance e durata che abbiamo testato internamente e sul campo ormai da decenni, i cui risultati ci sentiamo di spingere senza alcun dubbio.

Un esempio di questa qualità?

Nel nostro portafoglio di tegole in cemento abbiamo referenze di eccellenza come il Coppo del Borgo, che è una tegola con tutte le proprietà meccaniche e di durabilità fornite da questo materiale, ma con un’estetica che la rende assolutamente simile alla tegola in laterizio e rimanda anche nel colore quella traccia emozionale del cotto.

Il Coppo del Borgo arriva a dare una garanzia di 50 anni a livello di performance. Si tratta di un arco temporale notevole per il settore delle costruzioni.

Che tetto sarà nel prossimo futuro?

Stiamo investendo molto sui temi del cambiamento climatico, sugli eventi naturali che ci circondano, a partire dai fenomeni più intensi di pioggia e grandine, e riusciremo a portare nel mercato delle novità significative anche nel segmento antisismico. Ma puntiamo anche sulla necessità di ridurre l’effetto isola di calore urbano.

Grazie a soluzioni di pacchetto che permettono una ventilazione, tale per cui il calore emanato dall’edificio viene significativamente abbattuto. In Italia sta emergendo da poco questa sensibilità a un fenomeno fino a pochi anni fa sconosciuto, non a caso è stato battezzato effetto heat island (isola di calore), mentre all’estero è una tematica molto conosciuta dal progettista.

Questi sono i filoni d’innovazione e di ricerca perseguiti e ne parleremo nel corso di tutto l’anno prossimo. Inoltre, senza trascurare i nostri principali interlocutori che sono la rivendita, l’installatore e il progettista, ci piacerebbe rivolgerci direttamente al privato, che è un decisore altrettanto importante.

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Autore: Michael