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Aria condizionata a rischio legionella

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Oltre alle tubature dell’acqua, anche gli impianti di climatizzazione possono essere soggetti all’infezione del pericoloso batterio. Una manutenzione regolare e condotta a regola d’arte può evitare il pericolo di malattia, anche mortale.

Il problema delle infezioni da legionella è considerato un problema emergente, prevalentemente dovuto ai numerosi casi in costante aumento.
La legionella è quasi esclusivamente associata alle condutture dell’acqua, ma occorre sapere che prolifera anche negli impianti dell’aria, nei deumidificatori e negli split di condizionamento dei locali.

È quindi più presente di quanto si possa immaginare. Il batterio della legionella è stato individuato per la prima volta negli Stati Uniti, a seguito all’epidemia sviluppatasi in un hotel di Philadelphia che ospitava un convegno di legionari. Era il 1976. In quell’occasione sono stati contagiati 220 legionari e 34 di questi sono morti.

La storia

Nell’anno successivo, 1977, il batterio è stato individuato e isolato nell’impianto di condizionamento dell’hotel. La sua individuazione è stata proprio relativa alle tubazioni di aereazione, non in quelle dell’acqua.

Dopo tutti questi anni, della legionella sappiamo tante cose: quali sono i luoghi maggiormente fertili e quali sono le condizioni ideali per la sua proliferazione, che caratteristiche hanno le persone maggiormente esposte al rischio. Sappiamo che la sua pericolosità arriva dall’inalazione dei batteri e non dal bere l’acqua contaminata. Eppure è ancora decisamente pericolosa e letale.

Questo è dovuto dalla non valutazione del rischio, dalla superficialità nell’affrontare il pericolo o, addirittura, nel non affrontare la potenziale problematica. Ma anche dal fatto che ci riteniamo immuni da qualsiasi rischio, per poi disperarci quando succede l’irreparabile: la legionella ha un tasso di letalità del 10%. Particolare attenzione deve essere rivolta a chi ha il sistema immunitario debole: bambini, anziani, immunodepressi, chi ha patologie. Purtroppo, è troppo diffusa l’idea che certe situazioni capitino agli altri, senza pensare che gli altri siamo noi.

Varietà

È bene sapere che le varianti di legionella sono oltre 60. Quella maggiormente pericolosa per l’essere umano è la pneumophila (che attacca i polmoni) e si manifesta in due modalità:

• la febbre di Pontiac, la forma più leggera, che si presenta come una malattia acuta autolimitante che non interessa il polmone, ha un periodo di incubazione di 24-48 ore. Poi, compare la febbre, malessere generale, mal di gola, e a volte tosse, ma generalmente in due-cinque giorni si risolve.

• la Legionellosi, o malattia dei legionari, è invece una polmonite infettiva acuta e può assumere una forma grave. Si manifesta dopo un’incubazione di tra due e dieci giorni (in media cinquesei), e generalmente è necessario il ricovero.

La legionella pneumophila si individua eseguendo dei campionamenti specifici nei punti maggiormente a rischio. Il campionamento non è esente da pericolo infezione, e il tecnico che esegue questa operazione deve sapere come comportarsi per ridurre il rischio il più possibile.

È capitato d’individuarla nelle Uta (Unità Trattamento Aria) e in modo particolare nell’unità centrale, nelle vaschette di raccolta acqua dei climatizzatori, spesso in questi casi derivanti da un vizio della macchina, oltre a una cattiva manutenzione. Ma anche nelle lamelle di raffrescamento e scambio calore degli split, dove si genera condensa.

L’ultimo campionamento positivo alla legionella pneumophila è stato nel sistema di condizionamento e deumidificazione di un condominio, in quel caso si è provveduto alla chiusura del sistema e all’immediata bonifica delle condutture oltre che dell’unità centrale, per poi rieseguire i campionamenti e ripeterli, così come da protocollo sicurezza.

Le insidie

Il condizionatore è sicuramente uno strumento di sollievo, ma purtroppo nasconde anche tante insidie per la salute, all’interno di questi impianti si crea umidità e le condizioni ideali per la proliferazione di diversi batteri, tra cui anche quello della legionella.

Per cercare di risolvere questa situazione, non trascurabile, vengono proposti e venduti sistemi di condizionamento che dovrebbero essere in grado di ridurre questa problematica in maniera automatica, e in questo caso il condizionale è d’obbligo: non sempre le tecnologie utilizzate sono efficaci con gli stessi sistemi.

Inoltre, è bene sapere che l’annullamento del rischio non esiste, chi sostiene il contrario, sta affermando una grave inesattezza. La presenza della legionella nei sistemi di aereazione è particolarmente pericolosa, perché gli stessi sistemi la immettono nell’aria degli ambienti
frequentati dalle persone.

Che cosa fare

Venendo ai suggerimenti di tutela, si può sicuramente consigliare d’impostare una temperatura interna dell’aria condizionata con una differenza non superiore ai 6 gradi centigradi, rispetto a quella esterna. Inoltre, evitate di posizionarvi in prossimità del getto d’aria che aumenta il rischio e, se possibile, cercate di avere una umidità tra il 40 e il 50%.

È indispensabile anche eseguire una corretta gestione e manutenzione degli impianti di aereazione, che consiste nella sostituzione dei filtri, una o più volte all’anno, oltre alla disinfezione interna dei sistemi e condutture, utilizzando biocidi non tossici, ricordando di riportare l’attività eseguita nel registro di gestione e manutenzione degli impianti d’aereazione.

Questi aspetti non sono solo buone norme di salubrità e sicurezza ambientale nell’ambito privato, ma anche attività obbligatorie nei luoghi di  lavoro e nei condomini con sistemi centralizzati, così come riportato dai decreti legislativi e dalle linee guida stato Regioni, in cui viene chiaramente indicato di attivarsi per la valutazione e gestione del rischio, iniziando dai campionamenti periodici per l’individuazione dell’eventuale presenza.

Nei condomini la persona responsabile e preposta ad attivarsi nel far eseguire i campionamenti necessari è l’amministratore del condominio, al quale i condomini possono chiedere il riscontro dell’attività svolta ed i risultati emersi. Ogni situazione con presenza d’impianto di areazione dovrebbe avere il libretto con il protocollo degli interventi di manutenzione generici e specifici, specifici in quanto occorre considerare le variabili che subentrano nei vari luoghi.

di Damiano Sanelli

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Autore: Michael