Tetti di Milano

La casa è sempre più verde, parola di Green Building Council Italia

Un condominio sostenibile conviene a tutti. «Pensiamo ai fondi che stanno arrivando dall’Europa e al fatto che Bruxelles abbia definito una strategia specifica, che prende atto dell’impatto dell’edilizia sull’ambiente». L’edilizia sostenibile è al centro del lavoro di Marco Mari e dell’associazione Green Building Council Italia di cui Mari è presidente. A Gbc si deve, per esempio, il protocollo Gbc Condomini, i cui requisiti incarnano una sorta di biglietto da visita per accedere al superbonus 110%. «In Italia c’è comunque molto da fare: il 74% dei nostri condomini è stato costruito prima del 1980, sette su dieci sono in classe energetica G o F e, probabilmente, nel 2030 il 90% di loro sarà ancora lì», ha spiegato Mari durante uno degli eventi in programma alla recente Fiera del Condominio.

Marco Mari

Marco Mari

Il valore del green

L’approccio energetico-ambientale apre a un mondo da esplorare. Come ha ricordato Mari, «dai nostri edifici viene il 72% dell’energia consumata, il 40% delle emissioni di Co2, il 36% dei materiali utilizzati e il 40% dei rifiuti prodotti. Da oltre vent’anni poi, l’Oms ci informa che la terza causa di morte sono le malattie respiratorie: la nostra generazione è detta indoor perché passa il 90% del proprio tempo all’interno degli edifici, quindi l’aria che vi si respira non è un dettaglio da poco». Tutto ciò rema verso il green e anche il mercato, secondo Mari, ha ormai colto il valore di un edificio sostenibile. «I fondi immobiliari, le banche, chi presta soldi deve conoscere i rischi di un dato progetto, e se un asset rischia di tornare in mano all’ente finanziatore, quest’ultimo deve conoscerne il valore: non per niente l’Europa ha recentemente stilato un report che spiega alla finanza cosa è green e che cosa no…».

Lo studio

A Milano di recente è stata studiata la differenza tra edifici certificati e non certificati ed ecco il risultato: «Il mercato riconosceva agli edifici green dal 7% all’11% di valore al metro quadro in più, rispetto a quelli non certificati di una stessa zona, gli appartamenti si vendevano di più, le percentuali di sfitto erano del 7% negli edifici green e del doppio, il 14%, negli edifici non certificati». Per essere certificati green serve «un progetto di qualità», rimarca Mari, ma deve essere sostenibile «anche la realizzazione del progetto». Nota di cronaca: «L’Italia è la seconda nazione d’Europa per applicazione dei protocolli energetico-ambientali».

Dal protocollo al bonus

Consigliere esecutivo del Green Building Council Italia, Iris Visentin ha sottolineato che «le richieste del protocollo Gbc Condomini, rivolto agli edifici residenziali da riqualificare, sono le stesse richieste del superbonus 110%». I requisiti di tale protocollo sono simili a quelli dei protocolli Leed e degli altri protocolli Gbc pensati per progetti edilizi che partono da zero. In più, vi è aggiunta la voce «resilienza», che mira a fornire un quadro generale dell’edificio esistente per valutarne la durabilità e la sicurezza dei materiali, dei componenti edilizi, delle strutture e degli impianti che lo compongono. «Detto che i protocolli creano valore per tutti i soggetti, dai privati, che vivranno meglio poiché in ambienti più salubri, a chi lavora negli edifici, che sarà più produttivo, la sostenibilità passa per 6 aree tematiche», inquadra Visentin.

Che cos’è sostenibile

La prima area tematica green guarda all’«impatto dell’edificio rispetto all’ambiente circostante», che interessa la gestione del cantiere e delle acque piovane o la collocazione dell’edificio stesso: «Di solito si premiano soluzioni in ambienti già costruiti, legato al tema del consumo del suolo», ha aggiunto l’esperto. Si analizza, poi, «il consumo d’acqua potabile nell’edificio, senza tralasciare soluzioni sostenibili, come il riuso esterno per l’irrigazione». C’è poi ovviamente l’efficienza energetica. Quindi il capitolo «materiali e risorse: si va a premiare il fatto di usare materiale già riciclato o sostenibile come il legno da foreste certificate». Infine, l’ambiente indoor: «I protocolli non ti dicono se usare la ventilazione meccanica o naturale, chiedono soltanto un certo ricambio dell’aria e sta a te scegliere la soluzione». Dai progettisti ai committenti, i protocolli costringono tutti a fare delle scelte, con la possibilità di chiedere consigli a tecnici del verde e non solo. «Il team di progettazione e la committenza dovranno fare un’analisi dei requisiti, scegliere i crediti che si prefissano di ottenere e poi registrare il proprio progetto». Come ha ricordato Visentin, «poter dimostrare che un proprio progetto è sostenibile aiuta anche nell’ottica dei condomini e del rapporto di fiducia con essi».

Un’associazione attiva in 70 Paesi

Gbc Italia è un’associazione senza scopo di lucro che fa parte del World Gbc, una rete di Gbc nazionali presenti in più di 70 Paesi attiva per il mercato delle costruzioni sostenibili. Il cuore dell’attività è promuovere la trasformazione del mercato edile italiano attraverso il sistema di certificazione di terza parte e dei propri protocolli di certificazione, che stabiliscono i criteri di progettazione e realizzazione di edifici energeticamente efficienti e a impatto ambientale contenuto.