Tutto quello che c’è da sapere sul bonus facciate

Bonus facciate, atto secondo. Come pubblicato nel numero precedente di YouTrade, la legge di Bilancio proposta dal governo e poi approvata (con modifiche) a fine dicembre, comprende il bonus facciate: un super sconto del 90% disponibile per chi rimette a nuovo la superficie esterna della propria singola unità immobiliare o condominio. E non sono previste limitazioni di spesa. Ma, a febbraio, resta qualche dubbio sulla applicazione, che potrebbe essere chiarito da un decreto attuativo o da indicazioni dell’Agenzia delle Entrate. Dopo la pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale, infatti, l’Agenzia delle Entrate ha specificato nel merito alcuni aspetti, ma con una certa ambiguità. Vale la pena, quindi, di chiarire i punti in sospeso grazie alle indicazioni dettate dal fisco.

Gli interventi ammessi

Oltre alla pittura delle superfici (anche mantenendo lo stesso colore), il bonus facciate è previsto anche per fregi e ornamenti ed è compreso in un recupero o restauro della facciata. Per le finestre, in caso di riparazione o sostituzione senza modifiche di materiali, forma e colori, la detrazione è invece del 50%.

Case a Milano

Anni di ammortamento

Come accennato, l’agevolazione consiste in una detrazione d’imposta pari al 90% delle spese sostenute nel 2020 per interventi, compresi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti in determinate zone. Sono ammessi al beneficio anche gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi. A meno di proroghe con la prossima legge di Bilancio, il bonus si esaurirà il 31 dicembre 2020. L’Agenzia delle Entrate specifica anche che sarà da ripartire in dieci quote annuali costanti, da detrarre dalle tasse.

Dove è valido

Il bonus non è applicabile ovunque, ma solo nelle zone A e B, individuate dall’articolo 2 del decreto n. 1444/1968 dell’allora ministero dei Lavori pubblici. In sostanza, la prima comprende le zone cittadine che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di queste aree, comprese quelle circostanti che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi. La zona B, invece, include le altre parti del territorio comunale edificate, anche se solo in parte. Le Entrate specificano che sono «le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non è inferiore al 12,5% della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale è superiore a 1,5 mc/mq». In generale, insomma, è coperta praticamente tutta la zona edificata di una città. In ogni caso, ogni Comune è tenuto per legge a specificare quali sono le zone A e B: se l’edificio si trova in estrema periferia o è isolato, prima di procedere con il lavori è meglio chiedere. Nelle altre zone, comunque, su parti condominiali rimane comunque la detrazione del 50% prevista per i lavori di ristrutturazione.

Che succede con l’ecobonus

E se, oltre a dipingere la facciata, volete approfittare dell’occasione e applicare il cappotto? È questo uno dei punti più controversi. Il 90% vale solo per la pittura, o si estende anche al lavoro di isolamento? L’interpretazione più diffusa indica una ripartizione dei bonus: il 90% per la pittura e il 65% (o 70-75% per i condomini) per il cappotto. Già, ma come si colloca il costo del ponteggio? E l’intonaco? Secondo i più ottimisti (come Federarchitetti) si può tranquillamente utilizzare il bonus più favorevole, quello per le facciate. I più prudenti, invece, pensano sia meglio suddividere il costo a metà, un po’ per l’uno e un po’ per l’altro. Dubbi che potrebbero essere fugati da un nuovo documento dell’Agenzia delle entrate.

Condominio a Milano

Condominio a Milano

I lavori di isolamento

Al momento della stesura di questo articolo (inizio febbraio) l’Agenzia ha specificato che per ottenere il bonus (ma quale dei due?) se i lavori di rifacimento della facciata non sono di sola pulitura o tinteggiatura esterna, e riguardano interventi che influiscono dal punto di vista termico o interessano oltre il 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio, si devono soddisfare i requisiti del decreto Mise 26 giugno 2015, e cioè le cosiddette Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici. Quindi, è lecito collocarli in quelli con relativo ecobonus del 65%, che per i condomini sale al 70% o al 75% per spese non superiori a 40 mila euro: cifra da moltiplicare per il numero di unità che compongono l’intero edificio condominiale. Sempre a patto di soddisfare i criteri relativi ai valori di trasmittanza termica, indicati alla tabella 2 allegata al decreto Mise 11 marzo 2008. In buona sostanza: l’intervento di isolamento deve essere valido dal punto di vista tecnico e, con un gioco di parole, non solo di facciata. Se, poi, si seguono le regole in vigore, l’Enea effettuerà i controlli necessari, «secondo le procedure e modalità stabilite dal decreto interministeriale 11 maggio 2018». E se non sono raggiunti i requisiti di isolamento richiesti? Si scende di un gradino, ma si può sempre utilizzare il bonus ristrutturazione che prevede uno sconto del 50%.

In definitiva: l’interpretazione più accreditata indica il bonus del 90% per il trattamento della superficie, l’ecobonus del 65% elevabile fino al 75% nei condomini per gli interventi di isolamento termico.

Cessione del credito

Sono sostanziali le modifiche che riguardano la cessione del credito: è previsto ora per i condomini che facciano interventi di ristrutturazione importante di primo livello (stabiliti dal decreto dello Sviluppo economico 26/06/2015, Linee guida nazionali per la certificazione energetica, per le parti comuni degli edifici condominiali) e con un importo dei lavori che non sia superiore a 200 mila euro. Il condominio, in questo caso, può optare invece del rimborso fiscale nei diversi anni, a un sconto sul corrispettivo dovuto, che sarà anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi. Sarà l’artigiano o l’azienda a farsi poi rimborsare con il credito d’imposta (solo a compensazione) in cinque quote annuali di pari importo.

Lavori non compresi

Niente da fare: non possono essere considerati come facciate e, quindi, non si può applicare il bonus del 90%. Ma sono comunque parte della proprietà immobiliare, per la quale è comunque disponibile lo sconto fiscale del 50%, quello per i lavori di ristrutturazione. Anche per le grondaie la detrazione è del 50%, valida anche per le semplici riparazioni o per sostituzioni senza modifiche. Sono esclusi dal bonus facciate anche gli interventi relativi agli impianti di illuminazione, gli interventi sui pluviali, sugli impianti termici e sui cavi esterni.

Tutto quello che c’è da sapere sul bonus facciate ultima modifica: 2020-01-31T12:29:30+00:00 da giusepperossi
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