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Accenture e Agici: risparmiare energia è una opportunità

Il settore delle utilities continua a essere attraversato da profondi cambiamenti. Il mercato energetico vede continuare il crollo del greggio e di tutte le principali commodity; nello stesso tempo lo sviluppo tecnologico sta rendendo sempre più economiche le fonti rinnovabili e i microsistemi di accumulo, una situazione che apre la strada a nuovi modelli di consumo e di rete. Concetti come l’economia circolare e una maggiore sensibilità ambientale introducono nuove strategie a spesso fanno seguito nuove norme, gli accordi presi alla COP21sono un esempio. Insomma, ci troviamo di fronte a un contesto che cambia con rapidità. Come porsi di fronte a queste importanti evoluzioni è stato l’obiettivo della XVI edizione del Workshop dell’Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan-Europeo delle Utilites, organizzato da Agici Finanza d’Impresa, società di ricerca e consulenza specializzata nel settore delle utilities, delle infrastrutture e dell’efficienza energetica e con la partnership di HomeServe. Generazione distribuita, rinnovabili, sviluppo dell’efficienza energetica, centralità del cliente rappresentano un’opportunità per le utilities italiane ed europee, che dopo le pesanti perdite registrate nel periodo di crisi, sono tornate in utile. E le prospettive per il 206-2017 sono positive. A patto di cogliere il fenomeno della digitalizzazione.case milano3

Per Accenture, partner dell’Osservatorio, la convergenza tra reti elettriche e banda ultra-larga, lo sviluppo della nuova generazione di contatori elettronici, il nuovo ruolo dei distributori o lo sviluppo dello storage, sono infatti le tematiche strategiche. Secondo le stime della multinazionale di consulenza i 600 mila prosumer italiani, ossia i consumatori che sono anche produttori di energia, raddoppieranno nel giro di quattro anni. Così come gli impianti cogenerativi di potenza inferiore a 25Mw, mentre gli impianti a finti rinnovabili passeranno dal 2,5% al 5,5% e ci sarà una diffusione molto estesa delle auto elettriche, circa sette volte il parco attuale. Chiaramente questo scenario avrà un forte impatto sulle reti di distribuzione, che il settore è che chiamato a cogliere apportando innovazione alla filiera. Per esempio, la Smart Grid del futuro sarà caratterizzata dalla diffusione sulla rete elettrica di sistemi intelligenti e connessi sul modello Internet delle cose: il mondo della distribuzione infatti sarà gestito con sistemi di monitoraggio e controllo che si basano standard e protocolli aperti di gestione e analisi dei dati per valorizzare l’ampio patrimonio informativo generato dai sistemi stessi, protetti da soluzioni specifiche per le smart grid. Inoltre, verranno messi a punto nuovi processi e modelli che richiederanno anche nuove figure professionali sia in ambito business che nell’Information Technology. Anche il regolatore avrà un ruolo cruciale nell’individuare e definire i meccanismi di remunerazione dell’investimento. Insomma, la trasformazione delle tradizionali reti elettriche presenta un potenziale indotto per l’intera economia nazionale: «Lo sviluppo di reti intelligenti rappresenta un’opportunità unica per il Paese di dotarsi di un’infrastruttura strategica che va ben oltre il solo settore elettrico, e andrebbe concepito in modo coordinato con investimenti previsti in altri settori come la cablatura del segnale digitale su fibra ottica», spiega Pierfederico Pelotti, responsabile Utilities di Accenture.

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