Nice Agio

Nice telecomanda la casa con Agio

Luci, tende, tapparelle e altri sistemi per la casa da comandare senza alzarsi dal divano. È Agio di Nice, dotato di funzione Apri-Stop-Chiudi per il controllo delle automazioni, e delle funzioni On-Off e di regolazione graduale d’intensità per il controllo della luce. Il comando di Nice offre la gestione totale e l’integrazione delle fonti di illuminazione dell’edificio, artificiali o naturali, con una modalità naturalmente intuitiva. Da un unico punto e con un semplice gesto è infatti possibile azionare ogni tipo di lampada, tenda e tapparella, aprire e chiudere il cancello, la porta di ingresso o del garage e attivare l’impianto di irrigazione da ogni luogo della casa o del giardino.

Nice Agio in diversi colori

Nice Agio in diversi colori

Massima interazione

Agio può comandare a distanza l’accensione e l’intensità di ogni tipologia di lampada, azionare tende, tapparelle e altri sistemi di automazione, garantendo così la gestione totale delle fonti luminose presenti in un edificio. Disponibile in tre diversi colori a finitura lucida, Agio aggiunge un tocco di eleganza in ogni contesto.

Nice Agio con collegamento Usb con lo smartphone

Nice Agio con collegamento Usb con lo smartphone

Comfort

Il dispositivo offre praticità d’uso grazie alla base di ricarica, da tavolo o installabile a parete: basta appoggiarlo per ritrovarlo sempre carico per ore di funzionamento e, grazie all’ingresso Usb, si può ricaricare anche il proprio smartphone o tablet. Inoltre, Agio può essere utilizzato anche di notte perché i suoi tasti si illuminano al semplice avvicinarsi della mano e, con un semplice gesto di rotazione, la luce di cortesia si accende automaticamente. Grazie alla presenza dello slider, con un tocco è possibile regolare comodamente l’inclinazione delle tende veneziane o portare la tenda da sole e la tapparella nella posizione desiderata.

Viessmann, corsi di formazione

Viessmann formazione sugli inverter trifase Huawei

Viessmann ha sempre puntato sulla formazione tecnica e commerciale dei suoi clienti installatori, al fine di offrire loro gli strumenti e le competenze necessarie per agevolarli nel loro lavoro quotidiano. Ecco perché la formazione gioca un ruolo cruciale per l’azienda, tanto da istituire al suo interno una vera e propria Accademia.

Il calendario 2019 dell’Accademia Viessmann è stato fitto di appuntamenti con un focus molto importante dal 22 maggio al 4 luglio, relativo alla formazione tecnica per gli installatori di prodotti fotovoltaici.

Il denso programma formativo dedicato alla mobilità elettrica e al settore fotovoltaico, articolato in 15 appuntamenti sparsi su tutto il territorio nazionale, ha visto la partecipazione di ben 213 aziende e 276 installatori, che hanno avuto modo di approfondire, tra le altre, importanti tematiche legate alla e-mobility, alle proposte di Digital Energy Solutions, la joint venture tra Viessmann e Bmw, e ai nuovi inverter trifase Huawei.

Francesco Zaramella, Responsabile Ufficio Tecnico Divisione Fotovoltaico di Viessmann Italia, ha sottolineato: “Crediamo da sempre nell’importanza dello sviluppo di competenze e, come Viessmann, investiamo molto nei percorsi di formazione tecnica messi in pista dalla nostra Accademia. Nello specifico, in questi corsi di formazione abbiamo spinto molto sull’integrazione fra vari tipi di tecnologie, come il nuovo inverter Huawei trifase, che si integra all’interno di nuove soluzioni applicative, come batterie e ottimizzatori, per rendere sempre più completi i sistemi fotovoltaici. Durante i corsi di questo semestre si è dedicata molta attenzione anche al mondo della mobilità elettrica, in cui stiamo investendo sempre di più in un’ottica di applicazioni integrate tra mobilità e fotovoltaico, al fine di dare al cliente maggiori opportunità di sviluppo in ambito sia fotovoltaico che termico. Possiamo considerarci molto soddisfatti della nostra proposta formativa, sempre più apprezzata dai nostri clienti, che ci seguono numerosi nelle diverse tappe sul territorio italiano”.

Frigorifero, interno

Con il caldo si impennano i consumi del frigo

Il frigorifero durante l’anno è responsabile di circa del 20-25% della spesa totale dell’energia elettrica. Ma tra giugno e settembre i suoi consumi aumentato del 40-50%, perché lavora sulla differenza di temperatura interna del frigo e quella di casa, che nei mesi estivi è più alta di diversi gradi rispetto all’inverno. Per mantenere i cibi freschi, nonostante le giornate torride, un frigorifero consuma in media circa 105 kWh in più, per una spesa di 23 euro in più nei tre mesi estivi. Lo indica una ricerca di Midori, Pmi innovativa con sede all’Energy Center del Politecnico di Torino, che ha analizzato i dati raccolti grazie allo smart meter Ned.

Anche il condizionatore d’aria fa impennare le bollette, con un aumento medio del 10% sul consumo totale della casa, considerando l’accensione per circa 50 minuti al giorno pari a 712 Wh, che equivalgono a circa 5 euro al mese. In eccessi di utilizzo, in cui i condizionatori d’aria rimangono accesi per sette ore in un giorno, il consumo è di circa 7kWh, cioè quanto un’intera giornata di una famiglia media italiana (consumo annuo di circa 2700 kWh). 

È possibile, però, con piccoli accorgimenti consigliati di Midori, contenere i consumi degli elettrodomestici, ottimizzandone l’uso ed evitando sprechi inutili che danneggiano l’ambiente e fanno impennare la bolletta. 

1 Elettrodomestici di classe non inferiore alla A
La scelta dell’elettrodomestico giusto è prioritaria e decisiva: sono da preferire quelli di nuova generazione e con classe energetica A, A+, A++ e A+++, che permettono di consumare meno energia e di risparmiare in bolletta. Un frigorifero A+++, ad esempio, consuma in media il 60% in meno rispetto ad un dispositivo in classe A, per un risparmio di circa 40 euro all’anno. Per la lavatrice invece ogni salto da un classe a quella superiore (es. da A ad A+) corrisponde una riduzione del consumo di circa il 12% all’anno mentre per la lavastoviglie di circa l’11% (1).
2 Non impostare temperature troppo basse
Spesso il caldo eccessivo porta, erroneamente, ad impostare condizionatore e frigorifero su temperature molto basse. Questa abitudine, tuttavia, comporta un aumento esponenziale del consumo energetico. Nel caso del frigorifero, la temperatura raccomandata è tra 1° e 4°C: per ogni grado al di sotto di queste temperature il consumo sale del 5%. Inoltre, è sempre bene tenere il frigo lontano da fonti di calore (forno o luce diretta del sole) e periodicamente sbrinarlo, mentre se si parte per lunghi periodi per le vacanze è preferibile svuotarlo e staccarlo dalla presa elettrica, lasciando lo sportello aperto.
Per il condizionatore invece, la differenza termica tra l’interno e l’esterno dell’abitazione non dovrebbe superare i 7 – 8 gradi. In estate, è quindi sensato impostare la temperatura del condizionatore tra i 20 e i 25°C, così da rinfrescare senza danneggiare salute, ambiente e portafogli. Alzare anche solo di 1° C la temperatura impostata permette un risparmio del 7%.

3 Effettuare la manutenzione degli impianti

Un elettrodomestico mal funzionante consuma di più e può arrivare perfino ad essere pericoloso: è quindi importante effettuare una manutenzione annua degli elettrodomestici. Il condizionatore per esempio ha bisogno di una frequente revisione del filtro, che se troppo sporco o usurato porta l’impianto a consumare una maggior quantità di energia. È importante anche sbrinare periodicamente il frigorifero, perché uno spessore di soli 5 mm di ghiaccio porta a consumare il 20% in più di elettricità

4 Utilizzare programmazione e smart plug
Domotica e programmazione sono due validi alleati nella riduzione dei consumi casalinghi. Grazie al controllo remoto e ai timer, gli impianti di raffrescamento si spegneranno automaticamente durante la notte, permettendo un notevole risparmio di energia. Per chi preferisce il ventilatore tradizionale (meno energivoro di un condizionatore), basterà utilizzare una delle tante smart plug disponibili sul mercato per programmare accensione e spegnimento delle ventole. 

5 Dotarsi di uno smart meter 

Uno smart meter è un dispositivo in grado di rilevare i consumi della propria abitazione, come Ned creato da Midori,  in grado di connettersi contemporaneamente con tutti i dispositivi di casa, senza la necessità di installare numerosi, costosi ed invasivi strumenti di misura. Oggi, infatti, il mercato del monitoraggio energetico offre soltanto soluzioni composte da strumenti di misura (Smart Plug) da collegare ad ogni elettrodomestico; questo significa alti costi per l’utente e l’impossibilità di installare le Plug in prossimità di elettrodomestici incassati o a muro.

6 Disporre correttamente gli elettrodomestici

Per evitare che le ventole dei dispositivi quali pc e televisione lavorino eccessivamente e con il rischio di danneggiarli, è meglio non incassarli in spazi troppo ristretti, ma lasciarli respirare. Nel caso del frigo, l’eccessiva vicinanza al muro ostacola la fuoriuscita del calore dalla ventola e rende più difficile lo scambio d’aria con l’esterno, rischiando di danneggiarlo e aumentare i consumi. 

7 Lavatrice e lavastoviglie: prediligere cicli freddi ed eco
In estate è inoltre importante stare attenti al consumo di acqua: per questo, Ned consiglia di avviare lavatrici e lavastoviglie quando sono a pieno carico e preferibilmente con lavaggi a basse temperature per i panni o scegliendo la modalità eco nel caso delle stoviglie. Escludendo il prelavaggio nella lavatrice e l’asciugatura nella lavastoviglie, si risparmia inoltre fino al 15% di energia, mentre un altro 30% di risparmio deriva dalla pulizia regolare del filtro e dall’uso di decalcificanti. 

La sede di Immergas

Immerfin, bilancio a tutto gas

Il gruppo Immerfin che controlla Immergas, marchio leader in Italia per le caldaie a condensazione, nel 2018 ha registrato un incremento delle vendite del 16% rispetto al 2017. I volumi complessivi hanno superato i 400 mila apparecchi venduti nel mondo raggiungendo livelli di penetrazione su molti mercati mai ottenuti in precedenza nei 55 anni di attività industriale nel settore del riscaldamento domestico. Nel comparto delle caldaie murali a gas, le quote di mercato dei marchi che fanno riferimento al gruppo Immerfin (Immergas e Alpha) si sono attestate al 15% in Italia, al 6% in Europa e al 4% su base mondiale.

«Nel 2018, grazie a massicci investimenti orientati all’innovazione di prodotto e dei processi produttivi» – conferma Alfredo Amadei, Presidente Immergas – «sono risultate in aumento anche le vendite di sistemi destinati al canale professionale e quelli basati sulle nuove tecnologie green (sistemi in pompa di calore e ibridi); sul territorio italiano abbiamo raggiunto la leadership nel comparto dei generatori ibridi, con una quota superiore al 30%.

Centro ricerche di Immergas

Centro ricerche di Immergas

Un risultato positivo che non ci basta, che vogliamo superare in futuro anche grazie alla realizzazione del nuovo Centro Ricerche – Laboratorium a Lentigione di Brescello (inaugurato nell’ottobre 2018 con un investimento di 6 milioni di euro). Come Gruppo Immerfin stiamo inoltre ulteriormente ampliando la nostra organizzazione di presidio del territorio sia a livello nazionale, lanciando nuovi progetti di sviluppo, che all’estero mediante il potenziamento dei servizi di pre e post vendita, con lo scopo di sostituire l’importante parco installato di oltre 7 milioni di unità».
Nel 2018 il gruppo Immerfin ha registrato un fatturato di 311,1 milioni di euro (+ 15,77% sul 2017 quando era attestato a 268,7 milioni di euro). I margini di redditività sostengono stabilmente il piano di investimenti che consente a tutte le società del gruppo di mantenere alta la competitività.
Il bilancio 2018 del gruppo Immerfin si è chiuso con un utile di 14,4 milioni di euro che porta il Roe al 5,63%.
L’export ha toccato nel 2018 il 70% del fatturato consolidato, anche grazie alle ottime performance nei mercati dell’Europa: Ungheria (+27%), Romania (+21%), Bulgaria (+43%), Repubblica Ceca (+27%), Polonia (+21%), Slovacchia (+12%), Russia (+5%) e Ucraina (+2%). In crescita anche l’andamento delle vendite in Algeria (+53%) e in Grecia (+58%).
Immerspagna, la nuova società controllata da Immerfin con sede a Madrid, ha registrato un incremento del 52% che lascia ben sperare anche per il 2019.
In Cina, dove da qualche settimana è iniziata la produzione di caldaie nel nuovo stabilimento creato con un investimento pari a 3 milioni di euro nel Distretto Nazionale per l’Alta Tecnologia di Changzhou, il Gruppo Immerfin nel 2018 ha registrato una crescita delle vendite del 19%: «Un ottimo segnale» – precisa Alfredo Amadei – «in vista della cerimonia di inaugurazione del nuovo polo produttivo (prevista a settembre 2019) che speriamo possa replicare il successo di quello di Immergas Europe realizzato a Poprad nel 2008 e che ora occupa 100 addetti».
«Gli indicatori che abbiamo raccolto nei primi mesi del 2019», conclude Alfredo Amadei, «confermano la tendenza alla crescita. Sono stati lanciati, in Italia e all’estero, diversi nuovi progetti che coinvolgono la rete commerciale e l’organizzazione del service, per promuovere la sostituzione del parco vetusto di caldaie da cui si attendono buoni risultati anche dal punto di vista della redditività».
Auto in ricarica

Auto elettriche: quota omeopatica, ma in crescita

Nonostante in Italia le auto green abbiano ancora una quota più che marginale del mercato, meno dell’1%, soprattutto le elettriche, il settore è dato in crescita. Certo, tutto è relativo. Secondo l’elaborazione del Centro Studi di AutoScout24 su base dati dell’Aci, nel 2018 il parco auto circolante di auto ibride ed elettriche, rispetto al 2017, è aumentato del +38,7% (256.640 vetture), di cui le elettriche del +61% (12.156 vetture) e le ibride del +38% (244.484). Ma, naturalmente, non è molto rispetto ai 37 milioni di auto in circolazione.

In ogni caso, nei primi cinque mesi del 2019 i dati provvisori dell’Aci indicano 42.360 nuove immatricolazioni di vetture ibride ed elettriche, +38,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Bisogna ricordare, però, che le auto ibride sono quelle che si ricaricano da sole. Nel dettaglio le vendite di auto elettriche segnano comunque +99,5% (3.335 vetture) e quelle ibride del +35,4% (39.025), grazie soprattutto agli incentivi contenuti nella legge di Bilancio. 

La quota sul totale resta rispettivamente dello 0,4% e del 4,8%. 

Secondo AutoScout24 nei prossimi anni gli italiani si orienteranno prevalentemente sui motori ibridi (per il 56%) ed elettrici (per il 45%), anche se per il momento restano ancora tante le barriere da superare, come i costi troppo alti (per il 60%), la scarsa autonomia e la mancanza di stazioni di rifornimento (56%).

Qual è la fotografia a livello regionale? Sempre nei primi cinque mesi del 2019, considerando le auto ibride ed elettriche, la Lombardia è la regione che ha registrato il numero più alto di vendite (11.637). Seguono, seppure con valori più contenuti, il Lazio (5.995), il Veneto (4.879) e l’Emilia Romagna (4.558). La Lombardia, con il 7,3%, è prima anche per incidenza di auto green sul totale delle vetture vendute nella regione, seguita dal Veneto (6,8%) e dal Lazio (6,8%), mentre agli ultimi posti troviamo il Trentino–Alto Adige (1%) e la Basilicata (1,9%). Ma rispetto allo scorso anno a crescere maggiormente sono la Puglia (+86,2%), la Toscana (+69,8%) e il Molise (+65,9%). L’unica regione in calo è la Valle d’Aosta (-5,2%): ovvio, in montagna l’auto elettrica è inefficiente .

Per quanto riguarda le singole province, il maggior numero di auto green nuove acquistate si registra a Roma (5.422) e Milano (4.623), ma è Bologna ad avere il tasso di incidenza più alto (9,2%), seguita da Varese (8,8%) e Milano (8,4%). Fanalino di coda Bolzano che, con le sue 474 auto ibride ed elettriche vendute, si ferma allo 0,6%. In linea generale, solo 25 province su 107 hanno superato da gennaio a maggio 2019 le 400 auto vendute.

“Nonostante i numeri siano ancora limitati, la crescita dell’elettrico è un sintomo dell’importante cambiamento culturale che sta trasformando tutta l’industry automotive e modificando il concetto più ampio di mobilità”, sostiene Tommaso Menegazzo, responsabile del Centro Studi di AutoScout24. “Siamo ancora lontani dai Paesi virtuosi come la Norvegia, ma la maggiore sensibilità degli italiani sui temi della sostenibilità, i crescenti investimenti della case automobilistiche e i programmi di incentivi all’acquisto di veicoli sempre meno inquinanti da parte dello Stato stanno andando nella direzione giusta per colmare questo gap. Probabilmente non sarà un processo veloce perché i costi per l’acquisto sono ancora elevati e le infrastrutture, come le stazioni di ricarica, non sono adeguate per soddisfare le attuali esigenze di mobilità degli italiani.” Appunto: chi ha un’auto elettrica continua a non sapere dove ricaricarla. Senza contare che per fare un pieno di energia ci vuole un tempo infinito rispetto al carburante tradizionale (circa 15-30 minuti) e che l’autonomia di un’auto elettrica è molto, molto limitata. 

Frigorifero

Il frigorifero è il colpevole numero uno dei consumi

ABenergie, società che opera nel settore della produzione e fornitura di energia elettrica, avverte gli italiani: consumano troppo. Ma risparmiare si può. La società ha condotto un’indagine su un campione di mille clienti domestici dell’azienda per stimare i consumi medi annui di energia, espressi in kWh, individuare le voci più energivore e attuare misure correttive orientate ad evitare gli sprechi.

Considerando dei valori medi di utilizzo per elettrodomestico di una famiglia, su classi energetiche medie, la società sostiene che su un valore medio annuo complessivo di circa 2.700 kWh per famiglia, il frigorifero incide con 566 kWh, quasi il 21% del consumo totale, seguito da lavastoviglie, con 400 kWh (circa il 15% del totale) e illuminazione, con 277 kWh (10% totale), mentre lo stand by di apparecchi ed elettrodomestici porta addirittura a un consumo di quasi 220 kWh, che equivale a ben l’8% del totale.

Come risparmiare? Ovviamente ABenergie propone l’utilizzo del suo sistema, il cui cuore è un dispositivo corredato da un’app che «rivoluziona la gestione dell’energia elettrica».

Wavin UV3-150P

Wavin Italia rinnova la sua gamma

Wavin Italia (tubazioni plastiche nel settore edilizio e nelle infrastrutture), rinnova la sua gamma di sistemi per la ventilazione meccanica controllata dedicata all’edilizia residenziale con il lancio della nuova unità ad incasso Wavin UV3-150P e Wavin UVE-150P. 

Sono studiate per un’installazione all’interno di abitazioni di piccole e medie dimensioni, in cui è necessario posizionare le unità di ventilazione in spazi ristretti come disimpegni, soffitte o piccoli ripostigli, le soluzioni sviluppate da Wavin favoriscono il ricambio e il rinnovo dell’aria, grazie a due ventilatori che svolgono la funzionalità di estrazione dell’aria viziata interna e di immissione di quella pulita proveniente dall’esterno, oltre ad assicurare un risparmio energetico fino al 90%.

Grazie alla presenza di un recuperatore di calore a flussi incrociati con proprietà entalpiche, dotato di una speciale membrana realizzata in materiale polimerico, le nuove unità UV3-150P e UVE-150P non necessitano di uno scarico per la condensa e al tempo stesso sono in grado di favorire il trasferimento del calore e dell’umidità, senza diffondere contaminanti quali virus, gas, Voc o altri. Non solo: il suo ingombro minimo e la presenza di un plenum di distribuzione integrato nella controcassa di supporto assicurano una grande versatilità e una facilità d’installazione senza pari. 

Le due soluzioni ad incasso per la Vmc residenziale firmate Wavin offrono una portata d’aria nominale di 150 m3/h e si differenziano per la tipologia di controllo remoto in dotazione. La versione UVE, rispetto all’unità UV3 fornita di controller standard, è infatti impreziosita da un controller con display LCD bianco caratterizzato da sonde di umidità e temperatura ambiente integrate.

Facilmente ispezionabili, per garantire la massima praticità nelle operazioni di manutenzione, Wavin UV3-150P e Wavin UVE-150P sono dotate di ventilatori centrifughi a pale rovesce con motore EC, sezione di by-pass per il free cooling e il free heating, comandato da una valvola motorizzata, e da una serie di filtri in classe ePM1 70% sia per l’estrazione dell’aria che in fase di rinnovo. 

Discussione condominiale...

I lavori comuni? Devono essere decisi in comune

La Corte di Cassazione, con la sentenza  numero 9280 / 2018 ha ribadito il principio che, al contrario di quanto avviene per la comunione nel condominio, le spese sostenute da un singolo condomino sulle parti comuni possono essere rimborsate soltanto in caso di comprovata urgenza. Infatti, ha accolto il ricorso di alcuni condomini contro un pronunciamento della Corte d’Appello di Brescia, che aveva riformato una sentenza del Tribunale della stessa città, che riconosceva ai condomini ricorrenti il diritto al rimborso per i lavori eseguiti su parti comuni. La Cassazione hanno cassata la sentenza e rinviato ad altra sezione della stessa Corte d’Appello.

Assemblea condominiale

Gli indirizzi dei condomini non sono protetti da privacy

Interessante pronunciamento del Tribunale di Roma. La magistratura, con sentenza 7192/2018 ha accolto la domanda di un condòmino per l’annullamento di una delibera assembleare che aveva respinto la richiesta dello stesso proprietario di avere  i recapiti degli altri condòmini, ritenendo che detti recapiti fossero da considerarsi dati sensibili.

Il giudice, nell’accogliere la richiesta del condomino ha specificato che la giustificazione al diniego è “infondata e pretestuosa non potendosi qualificare il recapito, fornito da un soggetto nell’ambito di un rapporto giuridico, un dato sensibile e per questo non ostensibile, tanto meno nei confronti di chi partecipa a tali rapporti e tanto meno con riferimento ai rapporti che si stabiliscono nell’ambito della comunità condominiale”. In forza di quanto previsto dall’articolo 1129 Codice civile, stabilisce il diritto del condomino alla consultazione ed alla estrazione dell’intera documentazione condominiale.

Un'immagine della Fiera del Condominio 2018

Ecco come sarà la Fiera del Condominio

Anticipati nella sede dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, i dati del Centro Studi YouTrade, ricerca quantitativa e qualitativa realizzata per la Fiera del Condominio Sostenibile 2019. Nero su bianco, la dimensione della realtà condominiale, i numeri di Verona e non solo, il focus su alcuni nodi cruciali dell’attività degli amministratori: riqualificazione energetica e strutturale, multiutility, defiscalizzazioni e servizi sociali.

Il risultato della ricerca: 14,5 milioni gli edifici in Italia, di cui 12,2 milioni residenziali. Di questi, circa il 10% – oltre 1,2 milioni – sono condomini dove abita quasi il 60% della intera popolazione italiana. Un settore strategico dal punto di vista sociale, edilizio-urbanistico e ambientale, con un mercato in continua crescita. Si tratta infatti di un capitale immobiliare vecchio, edificato per la maggior parte dal primo dopoguerra fino agli anni ‘90 del secolo scorso: il 60% dei condomini prima del 1976, anno in cui per la prima volta fu introdotta una legge sui criteri di efficienza energetica negli edifici; l’82% prima dell’avvento della Legge 10 del 1991, la prima vera legge italiana sull’efficienza energetica. 

Il 98% dei condomini è in classe energetica per lo più dalla G alla C, quindi con quotazioni di mercato di scarsa appetibilità. Un grande mercato sul quale intervenire sfruttando tutte le detrazioni e le normative fiscali (con la convenienza della cessione del bonus) in tema di ristrutturazioni, riqualificazione energetica e adeguamenti antisismici. Il punto chiave è convincere i proprietari su due aspetti: la convenienza all’investimento e il benessere – comfort e qualità della vita – che gli immobili riqualificati sono in grado di dare.

Veneto, Trentino e Lombardia valgono il 26% degli edifici condominiali italiani e delle unità abitative residenziali. È un sistema edilizio fortemente energivoro, con edifici degli anni ’50 che consumano mediamente 400 kWh/m²/anno, con costi energetici in bolletta molto elevati (da 2mila a 3mila euro all’anno). Oggi, però, si può costruire a 16 kWh/m²/anno e si può riqualificare abbassando le bollette del 90%. Simulazioni eseguite su casi reali di ristrutturazioni simili a quelli dei condomini e degli edifici presenti nelle province italiane indicano che nell’arco di 30 anni il risparmio in bolletta può finanziare i lavori di riqualificazione, con un ritorno finanziario superiore al 10%. Un investimento sicuro perché fatto “sui muri di casa propria”, con rendimenti 4 volte superiori a quelli di qualsiasi prodotto finanziario a lungo termine. In alcuni casi un’analisi dei flussi di cassa a 30 anni evidenzia che un investimento di riqualificazione e rigenerazione energetica in un alloggio condominiale ha una redditività finanziaria superiore al 13% netto. Queste analisi rappresentano il cuore di alcuni workshop e convegni proprio in occasione della Fiera del Condominio Sostenibile, in calendario a Veronafiere da domenica 20 a martedì 22 ottobre, con accesso libero a tutti e ingresso gratuito (www.fieradelcondominio.com).

In provincia di Verona sono presenti quasi 199mila edifici dei quali circa 171mila residenziali, oltre 25mila dei quali nella sola Verona. Complessivamente si contano più di 433mila abitazioni, delle quali 71mila non utilizzate o seconde case. Oltre 362mila quelle utilizzate, di cui più di 112mila nella sola Verona. E di queste, il 45% si trova in edifici condominiali con 5 e più appartamenti per edificio, dunque poco meno del 50% della popolazione e delle famiglie veronesi vive in condominio. Se si limita il conteggio agli edifici che necessitano per legge di un amministratore condominiale, il totale è di 103mila alloggi e famiglie amministrate, pari al 28% delle famiglie residenti in provincia di Verona. In sostanza i condomini rappresentano il 27% degli edifici e quasi il 50% delle famiglie, ma quelli con obbligo di amministratore sono circa il 21%. Sul totale delle abitazioni presenti in provincia di Verona, il 48,1% è stato costruito prima del 1970, con scarsa o nulla rispondenza alle normative antisismiche ed energetiche vigenti. Un ulteriore 31,1% è stato costruito prima del 1990, anno di entrata in vigore della L. 10. Il restante 20,8% è stato edificato in epoca recente. (fonte Centro Studi YouTrade).

Il libro del condominio

Il libro del condominio

Quanti amministratori condominiali, progettisti, tecnici e imprese sono in grado di essere promotori e gestori di azioni che comportino risparmi tangibili per i condòmini, rispondendo alla nuova domanda di servizi con adeguati business plan che evidenzino i risparmi potenziali? La Ricerca, che si allarga alle province di  Brescia, Vicenza, Trento, Mantova, darà risposte a questi quesiti nel corso della tre giorni della Fiera del Condominio Sostenibile. Il lancio nel 2018 della 1.a edizione della manifestazione ha coinciso con la nascita all’interno dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia della Commissione dedicata specificatamente all’amministrazione condominiale. “Un caso fortuito che ha portato a una importante collaborazione vantaggiosa per tutti, in particolare per il visitatore”, spiega la responsabile Virginia Gambino, che con l’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia co-organizza anche la 2.a edizione della Fiera del Condominio Sostenibile. “L’idea di una manifestazione dedicata al condominio concretizza la necessità di creare cultura in questo ambito, un punto di incontro e confronto tra tutti gli operatori della filiera, dagli amministratori degli stabili alle imprese di costruzione ai professionisti agli installatori sino al singolo condòmino. Una piattaforma in cui i differenti attori possono dialogare e trovare le soluzioni più innovative alle problematiche legate alla gestione condominiale. La Fiera del Condominio Sostenibile vuole infatti far conoscere tutte quelle opportunità a livello legislativo, fiscale e tecnologico che agevolano la riqualificazione degli immobili, anche con costi contenuti. A questo scopo abbiamo realizzato il ‘Libretto del Condominio Sostenibile’ insieme all’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia con suggerimenti e curiosità per migliorare la propria abitazione. Uno strumento prezioso e di sicuro interesse assolutamente da non perdere, che distribuiremo gratuitamente”. 

“Parlare di condominio significa affrontare diversi aspetti, come quelli dell’efficienza energetica, della sicurezza e dell’inquinamento delle città nonché dello skyline della città”, spiega Andrea Falsirollo, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia. “Questo tipo di immobile è infatti un punto cruciale delle nostre città e su questo andrebbe riservata la nostra attenzione. Non dimentichiamo che i condomini sono la maggiore fonte di inquinamento a livello comunale, maggiore di quello delle auto. Un condominio riqualificato, al contrario, migliora anche il quartiere, rende l’aria più salubre perché ne riduce i consumi e quindi l’inquinamento e, infine, aumenta la sicurezza dei cittadini in caso di eventi sismici come quelli che hanno coinvolto alcune città italiane. I condomini hanno infatti un rischio sismico più alto rispetto alle case singole e il nostro obiettivo come Ordine e singoli professionisti è di informare adeguatamente la cittadinanza affinché si ponga rimedio a situazioni rischiose. Un importante aiuto in questo senso lo danno gli incentivi fiscali che hanno una ricaduta positiva non solo dal punto di vista della sicurezza, ma anche economico, e devono essere presi in considerazione come forma di cambiamento dal punto di vista personale e collettivo”.

Per quanto concerne la Commissione Ingegneri per il Condominio, costituita a Verona all’interno dell’Ordine degli Ingegneri, si tratta del primo esempio in Italia, sicuramente di stimolo per tutti gli ordini sul territorio nazionale. “E’ nata con lo scopo di aiutare a comprendere la necessità che Condominio e Ingegneri abbiano un percorso comune nella vita dell’edificio e che la figura dell’ingegnere non rimanga confinata alla mera fase costruttiva. Un condominio abbandonato a se stesso ed amministrato solo contabilmente rischia di diventare col tempo pericoloso, insalubre, non conforme alle norme di legge e quindi deprezzato”, sottolinea il coordinatore Alessandro Pisanu. “Non è ancora ben compreso che la cura delle parti comuni, che i Condomini possiedono in quote millesimali, è importante quanto quella dell’unità privata che si possiede individualmente in quanto tutte, in modo inscindibile, compartecipano a costituire il valore di mercato di ogni singola unità immobiliare”.

Momento di grande interesse nei 3 giorni della Fiera del Condominio Sostenibile del prossimo ottobre  è rappresentato dalla consulenza gratuita – informazione e formazione – offerta da esperti e tecnici, utile soprattutto al privato per comprendere il valore aggiunto che si ottiene nel fare investimenti nella propria casa. Questa seconda edizione presenta inoltre altre importanti novità, come il riconoscimento di crediti formativi ai professionisti partecipanti agli oltre 20 tra convegni e workshop, e il ‘Libretto del Condominio Sostenibile’, la guida chiara, di facile lettura, per aiutare l’utente a comprendere ed individuare le soluzioni più adeguate per valorizzare la propria abitazione e vivere in totale sicurezza.  

Baxi, sistemi solari a circolazione forzata incasso SB+ambiente

Baxi lancia nuove linee di collettori a circolazione forzata e naturale

Baxi lancia la serie Sol e Sb, nuove linee di collettori a circolazione forzata e naturale per sistemi ad alta efficienza energetica ed environmental friendly. I collettori solari a circolazione forzata Sol offrono alto rendimento e flessibilità di installazione sia su tetto piano che inclinato

Sono tre i modelli di collettori a circolazione forzata Sol: Sol 250-V, Sol 200-V e Sol 250-0 (quest’ultimo in formato orizzontale), tutti dotati di certificazione europea Solar Keymark e studiati per garantire la massima efficienza energetica riducendo al minimo l’impatto ambientale. Forniti di serie di una speciale pellicola protettiva per proteggere l’impianto solare da sovratemperature, tutti e tre i modelli Sol si prestano per essere installati sia su tetto piano che inclinato (su tegole o coppi). 

Pur non trascurando mai l’estetica e il design (vetro, profilo e rivestimenti presentano infatti lo stesso colore per integrarsi perfettamente con qualsiasi contesto), Baxi ha puntato molto sul conseguimento di rendimenti elevati (grazie ad una superficie di assorbimento più ampia e riducendo al contempo la cornice) e, non ultimo, nel garantire un’estrema flessibilità di installazione. Oltre a poter essere installati sia su tetto piano che inclinato, i collettori Sol sono dotati di particolari connessioni in ottone di tipo compression-fittings, grazie ai quali è stato eliminato il rischio di perdite di liquido solare e aumentata la tenuta nel tempo. Con una distanza di solo 55 mm l’uno dall’altro, è possibile collegare in serie fino a 10 collettori Sol. I pannelli sono realizzati in vetro singolo solare ESG temperato dello spessore di 3,2 mm, a basso contenuto di ferro, e sono resistenti alla grandine e alle intemperie. La lastra assorbente sottostante (spessa 0,4 mm) è realizzata in alluminio e saldata a laser. La serpentina a meandro in rame, del diametro di 0,8 mm, è stata sottoposta a un trattamento altamente selettivo per una migliore trasmissione del calore. 

Per assistere cliente e installatore nella scelta della tipologia più adatta allo specifico contesto, Baxi propone dei pacchetti studiati ad-hoc che tengono conto di diversi variabili: dal tipo di soluzione all’area geografica, dal numero e tipo di collettori al tipo di bollitore richiesto. Ciascun pacchetto comprende tutto il necessario per installare il sistema solare completo: dal bollitore ai telai fino al gruppo di circolazione. 

Baxi, sistema Sol

Baxi, sistema Sol

I collettori solari a circolazione forzata Sb+ sono invece studiati per installazioni ad incasso, su tetti con inclinazioni da 15 a 55°. Dotati anch’essi di certificazione Solar Keymark, i collettori Sol 25+V e SB 20+V si prestano per installazioni ad incasso. Come i collettori Sol, gli Sb+ sono dotati di serie di pellicola protettiva contro le sovratemperature, ma in questo caso le connessioni sono di tipo quick-fittings con un tubo flessibile di 87 mm: tale lunghezza consente di alloggiare 2 clip sulle estremità del tubo stesso per proteggere le connessioni dall’usura dinamica dovuta alla dilatazione del tubo, e permette anche di rimuovere – in caso di necessità – un singolo pannello all’interno di una fila di collettori (è possibile collegare in serie fino a 10 collettori). Anche in questo caso, i pannelli sono realizzati in vetro singolo solare ESG temperato, dello spessore di 3,2 mm, a basso contenuto di ferro, e sono resistenti alla grandine e alle intemperie. La lastra assorbente sottostante (spessa 0,4 mm) è in alluminio e saldata a laser. La serpentina a meandro in rame, del diametro di 10 mm, è stata sottoposta a un trattamento altamente selettivo per una migliore trasmissione del calore. 

I listelli di legno necessari per l’installazione ad incasso sono inclusi nei kit. I sistemi di fissaggio sono adatti per tetti con inclinazione da 15 a 55°. Grazie ai listelli di montaggio ribassati – forniti di serie – il sistema si integra perfettamente con qualunque tipologia di tetto garantendo un’estetica impeccabile. 

Baxi, sistema Sts Sb

Baxi, sistema Sts Sb

Il collettore SB 21+ Slim per sistemi a circolazione naturale STS 2.0 SL. Minimo peso e minimo spessore per una installazione agevole

Per installazioni sia su tetto piano che inclinato, Baxi dispone anche di una gamma di sistemi a circolazione naturale (certificati secondo EN 12975 e Solar Keymark). SB 21+ Slim è il collettore a circolazione naturale più sottile, facile e veloce da installare disponibile sul mercato. Con un peso di soli 26 Kg, SB 21+ slim è estremamente facile da movimentare rendendo possibile l’installazione a un’unica persona. L’impatto estetico, inoltre, viene ridotto al minimo grazie allo spessore di soli 46 mm. 

Grazie al nuovo telaio plug & play, inoltre, il sistema STS 2.0 SL è in assoluto il più facile e rapido da montare tra quelli attualmente disponibili in commercio. Un vantaggio enorme, che consente di ridurre i tempi e i costi di installazione. 

I sistemi solari Baxi rientrano nelle agevolazioni Bonus Casa 2019 per ristrutturazioni edilizie (50%) ed Ecobonus 2019 per riqualificazioni energetiche (65%). 

Tubatura dell'acqua

In Lombardia alleanza a otto per la gestione dell’acqua

Innovazione tecnologica e sinergie professionali al centro di un esempio di sharing knowledge: sono i presupposti della Rete dei Laboratori di Water Alliance, che mette al centro la condivisione delle risorse, delle strumentazioni e della conoscenza per garantire l’efficienza dei servizi pubblici. Le otto aziende di Water Alliance – Acque di Lombardia hanno firmato la Convenzione di Rete sui Laboratori di Analisi per migliorare l’efficienza del servizio e puntare sull’innovazione. Le aziende sono Acque di Lombardia (Gruppo CAP, Brianzacque, Lario Reti Holding, Padania Acque, Pavia Acque, Uniacque, SAL e Secam). 

L’iniziativa dei gestori lombardi, che forniscono i servizi di gestione acquedotto, depurazione e fognatura di 800 comuni per un totale di quasi 6 milioni di abitanti, consentirà di accrescere la propria capacità innovativa, scientifica e tecnologica, sia sotto il profilo individuale che collettivo, attraverso lo scambio delle analisi e la condivisione di strumentazioni d’eccellenza e di competenze. Non solo: consentirà anche la possibilità di razionalizzare i costi e portare nel lungo termine vantaggi economici per tutte le aziende coinvolte. 

“La Convezione rappresenta un capitolo importante per il percorso comune intrapreso dalle aziende pubbliche dell’idrico lombardo aderenti a Water Alliance. I laboratori di analisi delle acque rappresentano infatti un asset strategico di qualsiasi gestore del servizio idrico in grado di elevare gli standard di qualità e sicurezza sia dell’acqua che beviamo e di quella che viene reimmessa nell’ambiente. Abbiamo deciso di unire forze ed eccellenze per essere ancora più efficienti nell’affrontare le sfide imminenti nel settore della gestione delle acque, come quella rappresentata dai contaminanti emergenti”, spiega Alessandro Russo, portavoce di Water Alliance”.

La Rete dei Laboratori erogherà servizi e prestazioni con l’obiettivo di accrescere la capacità gestionale, la capacità innovativa e l’ottimizzazione nella gestione delle analisi in laboratori; condividere lo sviluppo e la diffusione di innovazione tecnologica e di processo nella gestione della fase dei controlli delle acque; sviluppare metodologie analitiche in grado di affrontare efficacemente la problematica dei contaminanti emergenti nelle acque potabili e reflue; valorizzare e mettere a disposizione competenze tecniche, know how e risorse – anche umane – di cui dispongono le aziende pubbliche di Water Alliance; perseguire una strategia flessibile, attraverso lo sviluppo congiunto di iniziative negli ambiti della ricerca, utilizzando le migliori pratiche e le eccellenze, patrimonio delle aziende in rete; aumentare il potere contrattuale nel mercato degli approvvigionamenti. 

Case da riqualificare a Milano

Decreto Crescita e bonus casa, la protesta delle imprese

Le nuove modalità di cessione del credito d’imposta dei bonus casa non piace a una consistente fetta di imprese della filiera delle costruzioni. L’accusa è semplice: con questo meccanismo si fa un assist alle grandi imprese e si escludono le piccole. 

Il decreto, infatti, consente ai proprietari di immobili di optare, invece dell’utilizzo diretto delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica e di adozione di misure antisismiche, per uno sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi. 

Lo sconto così concesso ai condomìni dal fornitore, sostengono Cna, Confartigianato, Federcomated, Assocond e Harley Dikkinson, è rimborsato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo. Questa nuova modalità, utilizzabile in alternativa a quella attuale che rimane comunque in vigore (cessione del credito al fornitore ed in ultima istanza ad altro soggetto collegato all’opera di riqualificazione), non prevede per l’impresa che effettua l’intervento di riqualificazione la possibilità di effettuare un’ulteriore cessione del credito a terzi. 

Skyline di Milano

Skyline di Milano

Questa nuova modalità, sostengono ancora le imprese, non solo non semplifica l’utilizzo degli incentivi finalizzati alla riqualificazione energetica e statica dei condomìni (motivo ispiratore dell’articolo 10 del decreto Crescita), ma produce nei fatti una pesante concorrenza sleale a danno delle imprese della filiera delle costruzioni (per lo più piccole e medie) che operano in questo settore. 

«Sul piano della semplificazione, rivolgendosi questi interventi agli edifici condominiali e dunque ai condomìni e al suo sistema di regole governato da apposite leggi e dal codice civile, il nuovo meccanismo di trasferimento degli incentivi non è in grado di semplificare alcunché poiché rimane vigente la facoltà dei singoli condòmini di decidere autonomamente se trasferire o meno l’incentivo corrispondente alla propria quota di proprietà», nota un comunicato congiunto delle associazioni. «Poiché è poco plausibile che un provvedimento di legge possa rendere cogente per tutti i condòmini la volontà espressa non all’unanimità di trasferire i crediti d’imposta al fornitore (e infatti il decreto non lo prevede), la complessità connessa alla gestione burocratica del trasferimento dei crediti di pertinenza dei singoli condòmini permane immutata. In assenza di tale semplificazione, far sorgere il credito direttamente in capo al fornitore anziché in seguito a una cessione risulta privo di effetti pratici. Sul piano della concorrenza nel settore, la nuova modalità produce una anomala concentrazione del mercato in mano a pochissimi soggetti che- oltretutto – non rappresentano affatto gli operatori economici che intervengono in maniera diretta negli interventi di riqualificazione degli edifici». 

Case a Milano

Case a Milano

Infatti, è la tesi, se da una parte gli effetti del trasferimento del credito di imposta operato con le due modalità alternative sono gli stessi (il soggetto cedente si spoglia definitivamente del diritto di compensare l’incentivo con i propri debiti fiscali provvedendo con ciò al parziale pagamento del corrispettivo dei lavori, mentre il fornitore cessionario subentra nella piena titolarità del credito fiscale), esistono tuttavia due differenze rilevanti tra le due modalità: a) il vigente meccanismo di cessione prevede, oltre al trasferimento della titolarità del credito d’imposta dal soggetto avente diritto a un nuovo soggetto, anche la facoltà per quest’ultimo di cedere successivamente il credito a un altro soggetto. Il nuovo meccanismo previsto nel decreto legge non prevede questa facoltà. b) il fornitore che con il nuovo meccanismo di cui all’articolo 10 del decreto Crescita diviene titolare dei crediti d’imposta li utilizza in compensazione in cinque quote annuali di uguale importo, mentre con il previgente sistema la durata di fruizione dei crediti fiscali è la stessa riservata al cedente originario: cinque anni per il sismabonus, dieci per l’ecobonus e per gli interventi combinati energetici e sismici. La conseguenza combinata di queste differenze tra le due modalità (quella attualmente vigente e quella introdotta dall’articolo 10 del Decreto Crescita) fa capire chiaramente quali siano i soggetti che beneficeranno della novità legislativa: non saranno le imprese (edili, di installazione di impianti, o aventi attività integrata), che non possiedono la capienza fiscale sufficiente per assorbire i crediti fiscali trasferiti e che, per attivare un volume significativo di operazioni, necessitano obbligatoriamente di disporre della facoltà dell’ulteriore cessione, non prevista dal nuovo meccanismo; non saranno le Esco, per lo stesso motivo; ma potranno essere solo le maggiori utility (come Eni ed Enel) dotate di sufficiente capienza fiscale e operanti nel settore dell’energia. Questi ultimi soggetti saranno pertanto i soli a beneficiare del duplice effetto del provvedimento: la canalizzazione solo verso di essi delle attività promosse dal nuovo meccanismo e il minor costo finanziario connesso al periodo di compensazione fiscale dimezzato (per l’ecobonus e per gli interventi combinati). L’importante mercato della riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare ad uso residenziale sarà concentrato nelle mani di un oligopolio di Utilities, con il rischio di un cartello che per un verso detti le condizioni alle imprese della filiera e per altro verso limiti significativamente la libertà di scelta dei condòmini-consumatori finali. Questa anomalia della concorrenza deve e può essere risolta solo ponendo sullo stesso piano tutti gli operatori del mercato. 

Un’altra annotazione critica rispetto alla nuova modalità introdotta dal decreto Crescita, conclude il documento, sulla specifica materia riguarda il punto laddove si precisa che la nuova opzione disponibile per i soggetti aventi diritto agli incentivi consiste nell’optare per un contributo, anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, di un ammontare pari alle detrazioni generate dall’attività realizzata. E’ evidente come tale formulazione sia in grado di generare nei confronti dei proprietari e dei condòmini la legittima aspettativa di poter ottenere uno sconto di importo pari al valore dell’incentivo e di dover sostenere esclusivamente la differenza non coperta dal medesimo. Tale aspettativa è illusoria e ingannevole nei confronti dei condomìni poiché è legittimo ritenere che la durata dell’anticipazione (5 anni) non può essere a costo zero per i condòmini. La stessa aspettativa è altresì in contrasto con la posizione dell’Agenzia delle entrate che, in merito alla detraibilità degli oneri finanziari, nega che possano essere inclusi tra le spese incentivate.

Pompe di calore splittate Easy Pump

Da Rehau la nuova gamma di pompe di calore Easy Pump

Rehau presenta Easy Pump, la nuova gamma di pompe di calore appositamente progettata per migliorare l’efficienza energetica nel settore residenziale e commerciale. Disponibili in versione monoblocco e splittate reversibili, con potenze da 6 a 70 kW, e dotate di tecnologia inverter, le nuove pompe di calore Rehau sono ideali per la produzione di acqua calda sanitaria e per il riscaldamento/raffrescamento e assicurano eccellenti valori Cop/Eer grazie all’ottimizzazione dei consumi e all’efficienza operativa, a garanzia di prestazioni sempre elevate.  

Per consentire un’efficiente produzione di acqua calda sanitaria ed il totale controllo della climatizzazione nelle unità residenziali nuove o esistenti, siano esse dotate di riscaldamento a fan-coil o radiante, con fornitura elettrica da rete e da fonti rinnovabili, la gamma Easy Pump propone soluzioni aria/acqua, declinate in diversi modelli e svariate potenze. Le soluzioni tecniche Rehau includono infatti pompe di calore Acs per la produzione di acqua calda sanitaria con accumulo da 100 a 300 litri, pompe di calore monoblocco reversibili ad alta efficienza particolarmente compatte con potenze da 6 a 16 kW, pompe di calore splittate reversibili predisposte per la produzione di acqua calda per il riscaldamento invernale, riscaldamento Acs e acqua fredda per il raffrescamento estivo, disponibili in 6 modelli di unità interne, con installazione a muro o a pavimento e 7 potenze da 6 a 16 kW, e pompe di calore Medium reversibili da 25 kW a 70 kW. 

Tutti i modelli della gamma Easy Pump sono equipaggiati con evoluti sistemi di gestione e controllo a bordo macchina deputati a regolare temperatura dell’acqua, protezione antigelo, temporizzazione dei compressori e gestione degli allarmi, oltre al monitoraggio e all’adattamento delle performance del compressore inverter, del circolatore e dei ventilatori. La gestione di funzioni aggiuntive, tra cui cronometri settimanali e avviamento dei cicli anti legionella, può esser effettuata tramite specifico controllo remoto i-CR; tutti i modelli sono infine predisposti per interfacciarsi con i dispositivi di regolazione Rehau per la gestione completa ed efficiente dei sistemi radianti.

Rehau mette inoltre a disposizione un ampio range di bollitori ed accumuli, con scambiatori dedicati ed idonei per applicazioni da 60 a 1000 litri, per una gamma completa ed estremamente versatile che assicura risparmio ed efficienza in qualsiasi situazione residenziale o nel piccolo terziario.

Milano, case da riqualificare

Arriva il modulo per la cessione del credito d’imposta

Arriva il nuovo modulo per la cessione del credito d’imposta concesso con l’ecobonus, sismabonus o semplicemente per la ristrutturazione di un immobile. Ma attenzione alla finestra per presentarlo all’Agenzia delle Entrate: sarà possibile inviare la documentazione dal 7 maggio al 12 luglio. È arrivato, infatti, l’atteso provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate. Il modulo per comunicare la cessione del credito d’imposta si può scaricare onlien sul sito dell’Agenzia: il documento serve a chi ha effettuato lavori durante il 2018 sulle singole unità immobiliari e ha poi ceduto la detrazione fiscale a Esco, fornitori o consorzi.

Sulla cessione del credito, infatti, erano sorti diversi dubbi applicativi, in particolare riguardo gli incapienti, sulle modalità di accesso alla cessione del corrispondente credito, a favore delle aziende che effettuano gli interventi. Il fisco ha stabilito quindi che che l’importo della detrazione cedibile sotto forma di credito d’imposta è calcolato tenendo conto anche delle spese sostenute nel periodo d’imposta mediante cessione del credito ai fornitori.

Se hanno operato diversi fornitori, inoltre, la detrazione che può essere oggetto di cessione è proporzionata all’importo complessivo delle spese sostenute nel periodo d’imposta nei confronti di ciascun fornitore. Altro chiarimento: il proprietario dell’immobile che cede il credito può anche decidere di dividere il bonus, cedendolo solo in parte, dopo che tale credito è divenuto disponibile. Però se il credito d’imposta è ceduto al fornitore che ha effettuato gli interventi, la fattura emessa è comprensiva dell’importo relativo alla detrazione ceduta sotto forma di credito d’imposta.

Come accedere alla cessione

A questo punto chi ha ceduto il credito d’imposta deve spedire il modello, ovviamente compilato, all’Agenzia delle Entrate. Deve contenere dati come la denominazione e il proprio codice fiscale, la tipologia di intervento effettuata, l’importo complessivo della spesa sostenuta, l’importo complessivo del credito cedibile, l’anno di sostenimento della spesa, i dati catastali dell’immobile oggetto dell’intervento.

Attenzione alle date

Non bisogna dimenticarsi di spedire il modulo alle Entrate, o compilarlo in modo non adeguato: in caso contrario si perderà il diritto alla cessione del credito. I dati relativi al credito ceduto riguardano le spese sostenute dal 1 gennaio al 31 dicembre 2018 per interventi di riqualificazione energetica effettuati su singole unità immobiliari.

La comunicazione da parte del cessionario dell’eventuale successiva cessione, totale o parziale, del credito ricevuto corrispondente alla detrazione spettante per le spese sostenute dal 1 gennaio al 31 dicembre 2018, può essere effettuata a decorrere dal 5 agosto 2019 e, comunque, dopo l’accettazione del credito stesso, con le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia.

Il fisco precisa anche che il credito d’imposta corrispondente alla detrazione che non sia stato oggetto di successiva cessione, è utilizzabile in compensazione a decorrere dal 5 agosto 2019 e, comunque, dopo l’accettazione del credito stesso con le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia.

Q Gateway 5.5 Direct

Qundis vuole monitorare gli impianti di riscaldamento via cloud

Misurare il consumo di ogni calorifero di un intero edificio. È quanto promette Qundis, azienda specializzata nella produzione di sistemi Amr (Automatic Meter Reading), ripartitori di calore, contatori di calore e d’acqua e smart meter gateway per la gestione di dati dei consumi energetici. La novità si chiama Q Gateway 5.5 Direct ed è basata su tecnologia cloud, per monitorare in modo smart tutti i misuratori all’interno di un immobile.

L’aspetto innovativo del Q Gateway 5.5 Direct consiste nel fatto di permettere la transizione intelligente dalla lettura walk-by dei contatori alla lettura Amr . Questo sistema rappresenta la più innovativa tecnologia nell’ambito della lettura automatica dei contatori e consente di raccogliere e trasferire direttamente all’utente i dettagli sui consumi energetici in modo automatico. Tra i vantaggi principali del passaggio alla lettura remota si segnalano risparmio di tempo prezioso, costi delle letture ridotte e piena conformità alla direttiva Eed.

Il gateway riceve i dati da tutti i dispositivi di misurazione Qundis in modalità C-mode, così come dai contatori unidirezionali compatibili con Oms V3 / V4 di altri produttori che si trovano nel range di ricezione. Q Gateway 5.5 Direct, infatti, è conforme agli standard del sistema Open Metering System, l’unica specifica in Europa che integra tutti i dispositivi di misura in un unico sistema sviluppato al fine di garantire la loro interoperabilità e funzionalità anche in futuro.

Tra le principali peculiarità di Q Gateway 5.5 Direct c’è che funziona senza nodi di rete, portando un livello di innovazione superiore che consente di eliminare la necessità di gestione della rete. Anche per il Q Gateway  5.5, è Qundis a occuparsi della gestione delle schede Sim e della fornitura dei dati. I dati di consumo, registrati da un massimo di 1.000 dispositivi di misurazione, vengono trasmessi tramite la rete mobile Gprs / Edge / Umts / Hspa alla piattaforma di misurazione intelligente Qundis (Qundis Smart Metering Platform, Q SMP). Da lì, la trasmissione automatica dei dati via e-mail e/o SSH FTP avviene periodicamente secondo le condizioni di servizio.

Grazie alla sua batteria ad alte prestazioni della durata minima di 5 anni, il gateway Q 5.5 funziona senza interruzioni durante l’intero periodo contrattuale. La variante del prodotto con alimentatore risulta, invece, la soluzione ottimale per la gestione di dati giornalieri.

“Q Gateway 5.5 Direct è stato pensato per rispondere alle esigenze del mercato che cercava una soluzione AMR a “basso costo” per stabili di piccole/medie dimensioni. Tra i principali vantaggi del dispositivo c’è sicuramente il suo ampio campo di applicazione che consente la ricezione da dispositivi Qundis ma anche di altri produttori. – ha commentato Andrea Proietto, Technical Expert di QUNDIS in Italia – Ulteriore elemento distintivo è l’elevato livello di sicurezza dei dati garantita dal gateway, che assicura trasmissione mobile crittografata, hosting dati tramite il cloud del nostro partner IBM e piena conformità al GDPR.”

Anche questo dispositivo QUNDIS è conforme alla direttiva europea sull’efficienza energetica, la cosiddetta EED (2012/27/UE, articolo 7), che stabilisce le disposizioni da adottare, al fine di raggiungere nel 2020 un consumo energetico pari al 20% in meno rispetto alle proiezioni realizzate nel 2007 e che prevede, tra le altre disposizioni, che entro il 25 ottobre 2020 i contatori e i contabilizzatori di calore di nuova installazione debbano essere leggibili e controllabili da remoto.

Dissipatore di rifiuti di InSinkErator

Le regole green (un po’ interessate) di InSinkErator

In occasione della Giornata Mondiale della Terra (22 aprile), la multinazionale americana InSinkErator ha proposto le Regole della famiglia green. Saranno seguite? 

Secondo l’azienda che vende dissipatori alimentari domestici (cioè tritarifiuti da installare nel lavandino) e rubinetti che erogano acqua bollente a 98 gradi gradi all’istante,  bisogna innanzitutto limitare l’utilizzo della plastica, che dopo l’acciaio e il cemento è il terzo materiale umano più diffuso sulla Terra. meglio le vecchie bottiglie di vetro o le borracce, che negli ultimi tempi sono diventate anche un accessorio trendy.

Il secondo suggerimento è quello di installare nella cucina rubinetti di ultima generazione, guarda caso proprio come quelli che vende InSinkErator. 

Altro consiglio della nonna: prevenire lo spreco alimentare conservando meglio il cibo: ogni anno nel mondo se ne gettano 1,3 miliardi di tonnellate. Per esempio, conservare le patate insieme alle mele fa in modo che le prime si mantengano più lungo contrastando la formazione di germogli. Meglio non lavare la frutta prima di metterla in frigo mentre per le verdure basta poi asciugarle.

Anche lo smaltimento degli avanzi ha un costo per l’ambiente. Infatti, gli scarti alimentari che finiscono nelle discariche producono metano, un gas 21 volte più nocivo dell’anidride carbonica. Come fare? Ovviamente è meglio comprare un tritarifiuti di InSinkErator, suggerisce l’azienda. Il tritarifiuti, o dissipatore alimentare domestico, gestisce i residui organici triturandoli fino a ridurli a uno stadio semiliquido ed eliminandoli attraverso lo scarico del lavandino. Negli Stati Uniti, ad esempio, il 50% delle famiglie ne possiede uno.

Ecco le regole, un po’ interessate, di InSinkErator

1 – Limitare l’utilizzo di bottiglie di plastica.

2 – Utilizzare rubinetti e miscelatori intelligenti.

3 – Conservare i cibi in modo adeguato

4 – Smaltire gli avanzi con un dissipatore alimentare domestico (o tritarifiuti)

5 – Scegliere componenti e arredi efficienti e sostenibili

6 – Tenere sotto controllo il riscaldamento della casa dotandosi di infissi e altri strumenti isolanti e mantenendo una temperatura costante.

7 – Spegnere gli elettrodomestici che non si utilizzino senza sottovalutare i consumi dello stand-by.

Trasmissione elettrica

Le aziende dovrebbero gestire meglio l’energia

Centrica Business Solutions, che si occupa della fornitura di servizi e soluzioni e nel mercato dell’energia all’ingrosso per le imprese, ha pubblicato il report Energy Opportunity. L’analisi, non sorprendentemente, sostiene il vantaggio della gestione dell’energia per le aziende, attività che, appunto, è la specialità di Centrica Business Solutions. 

“Negli ultimi anni le organizzazioni non hanno potuto fare a meno di interrogarsi sulle loro modalità operative, passando al vaglio molti aspetti, con lo scopo di migliorare l’efficienza e la produttività. Molte di queste, tuttavia, hanno prestato scarsa attenzione all’area dell’energia, spesso liquidata come estranea al core business», sostiene Christian Stella, Managing Director di Centrica Business Solutions Italia. “In effetti, un recente sondaggio ha rivelato che quasi metà dei Senior Manager non ha idea di quanto il costo dell’energia incida sulle spese aziendali, ignorando altresì che un taglio del 20% del costo dell’energia può avere lo stesso effetto sull’utile di un incremento del 5% delle vendite”. 

Centrica Business Solutions suggerisce quindi alle aziende di misurare quanta energia viene consumata, di migliorare l’efficienza e proteggere l’impresa dalle variazioni di prezzo del servizio. Infine, di rafforzare la reputazione del marchio.