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Riforma condominiale: intervista a Silvia Burchielli

«Quando spiego, anche sommariamente, delle incombenze burocratiche e dei relativi costi che pesano sui condomini, allora il sorrisetto da furbetti si smorza, ti guardano perplessi», racconta Silvia Burchielli, titolare dello studio associato omonimo.

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Domanda. Ha dovuto modificare alcuni suoi comportamenti?

Risposta. No, il mio studio era già organizzato per eseguire molte procedure previste dalla riforma condominiale quindi non ho dovuto cambiare molto. La riforma non ha fatto niente di più che formalizzare con una legge quanto già da tempo previsto dalla giurisprudenza. In pratica, è stata un cavallo di Troia per consentire l’ingresso delle grandi società finanziarie nel campo della professione di amministratore, settore dell’economia rimasto molto a lungo nel limbo del dopolavorista, ma che implica la gestione di molti miliardi in manutenzioni e fornitura di servizi, che evidentemente hanno fatto gola. Ritengo, comunque, che l’aspetto relazionale e sociale, richiesto dalla clientela, che un amministratore professionista riesce a garantire, non ha rivali nella freddezza del servizio espressa dalle grandi società immobiliari

Silvia Burchielli

Silvia Burchielli

D. I condomini sono a conoscenza delle nuove norme?

R. No. Alcuni hanno sentito genericamente parlare della riforma, pensando, erroneamente, che la stessa fosse punitiva nei confronti degli amministratori. Quando spiego loro, anche sommariamente, delle incombenze burocratiche, e dei relativi costi che pesano sui condomini, allora il sorrisetto da furbetti si smorza,ti guardano perplessi e talvolta chiedono che la norma non sia applicata rigorosamente.

D. Ci può raccontare un caso in cui ha applicato la nuova normative?

Più che un caso parlerei di procedura già applicata costantemente e ripetutamente, parlo dell’obbligo della’azione legale di recupero del credito nei confronti del condomino moroso. Una procedura che è diventata obbligatoria trascorsi sei mesi dal verificarsi della morosità, da adottare qualsiasi sia l’ammontare del debito, ove non vi sia una specifica delibera che ne fissi una soglia minima.

R. E’ un provvedimento che toglie all’amministratore qualsiasi discrezionalità e possibilità di applicare il buon senso, come sempre fatto dai buoni professionisti, che conoscono a fondo i propri amministrati.

D. Se dovesse dare un voto da uno a dieci  a queste affermazioni che voto darebbe?

La riforma facilità il lavoro degli amministratori: 4

La riforma offre maggiori garanzie ai condomini: 5

La riforma favorisce il risparmio nei condomini:2

La riforma garantisce una maggiore professionalità degli amministratori:6

La riforma ha eliminato l’abusivismo tra gli amministratori: 6

La riforma ha determinato la fine dei lavori in nero nei condomini: 0, mai fatto eseguire lavori a nero

La riforma ha favorito il’incasso delle quote condominiali: 6

La riforma  ha favorito l’approvazione di lavori con detrazione fiscale: 2

La riforma  ha facilitato i rapporti tra condomini ed amministratore: 2

La riforma  facilita i rapporti tra condomini: 2

D: In conclusione come giudica questa riforma?

R. Inutile e costosa!

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Autore: Virginia Gambino

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